Lo scorso 25 giugno, Salman Rushdie ha ricevuto ufficialmente dalla Regina Elisabetta il titolo di cavaliere per il suo servizio alla letteratura. L’assegnazione del cavalierato, annunciata lo scorso anno, aveva provocato lo scontento di Iran e Pakistan e numerose manifestazioni di protesta in piazza.
Lo ricorderete, l’autore inglese di origine indiana, dopo la pubblicazione del libro “I versetti satanici”, fu costretto a rifugiarsi in Gran Bretagna ed a vivere sotto protezione. Sulla sua testa pende una condanna a morte per bestemmia, una fatwa, proclamata dall’ayatollah Khomeyni nel 1989.
L’onorificienza è il giusto riconoscimento per uno scrittore, un paladino della libertà di parola, divenuto oggetto di ripetute minacce di morte. Uno stato di perenne prigionia simile a ciò che succede in Italia con Saviano ed il suo poco “apprezzato” Gomorra. E’ la conferma che la letteratura può dar fastidio al potere, può avere anche una funzione sociale e politica.
Foto | Flickr
Fonte | Boomerang Books
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