Scoperto lo sconosciuto "Lamento de uno cortigiano" di Pietro Aretino

Scoperta un nuova opera dell'autore rinascimentale
Sembra essere sfuggito alle minuziose indagini degli studiosi un'opera dell'autore rinascimentale, Pietro Aretino (1492-1566). L'opera sconosciuta è stata ritrovata nella Biblioteca Arcivescovile di Udine, all’interno di un volume che raccoglie opere a stampa dell’autore.

Si tratta del “Lamento de uno cortigiano”, scritto in terza rima di 298 versi da Aretino durante il periodo romano, probabilmente tra il 1521 e il 1522. La scoperta si deve Marco Faini, ricercatore di filologia italiana presso l’Università di Urbino, collaboratore dell’Edizione Nazionale delle Opere di Pietro Aretino, che ha pubblicato il testo inedito con un saggio sul nuovo fascicolo della rivista “Filologia e critica”, pubblicata da Salerno editrice.

Dalla lettura dell'opera è facilmente percepibile la paternità di Pietro Aretino. Forti indicatori sono lo stile e soprattutto le tematiche affrontate. Secondo il ricercatore, Marco Faini, il testo “potrebbe identificarsi con una delle opere che nella scena quarta del primo atto della ‘Cortigiana’ sono annunciate dal Furfante; tra di esse compare, infatti, quella del ‘Cortigiano fallito’: e proprio un cortigiano che ha visto sfumare le proprie speranze di carriera, oltre che il suo patrimonio, è il protagonista del ‘Lamento’".

Il protagonista dell'opera, che è anche la voce narrante, è un vecchio cortigiano che dopo aver conosciuto la prigione riesce a riscattarsi con la società giugendo a ricoprire un ruolo prestigioso. Marco Faini ha cercato, inoltre, di identidicare il personaggio: si potrebbe trattare di Giovanni Lazzaro De Magistris, detto Serapica.

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