Continuando a presentarvi alcuni dei racconti dei giovani scrittori che hanno partecipato alla scrittura di Inoltra questo libro a cinque amici, che se no porta sfortuna, oggi vi proponiamo l’opera di Armando Festa. Per sapere di più su di lui cliccate qui, per leggere un altro suo racconto online, invece, seguite questo link.
Per gli interventi passati dedicati a questo libro potete rivedere, sempre su Booksblog, ai seguenti link: la presentazione, l’intervista, il racconto di Manuela Lo Prejato, il racconto di Gabriele Camelo e il racconto di Marco Roncaccia. Buona lettura!
ENLARGE YOUR PENIS
Da: info@granpene.com
A: lor973@libero.it
Oggetto: ENLARGE YOUR PENIS.
Caro amico,
forse non lo sai, ma oggi parlare di ingrossamento del pene non è più un tabù.
GranPene è il primo sistema d’ingrossamento del pene approvato dai medici americani: un integratore basato al 100% su ingredienti naturali, che non ha controindicazioni e non necessita di nessuna prescrizione medica.
Oltre 1.000.000 di persone nel mondo lo ha già sperimentato con successo!
GranPene assicura una crescita da 3 a 9 cm in pochi mesi, e dal 15 al 30% tra lunghezza e larghezza. Nel giro di qualche settimana il tuo rapporto con l’altro sesso cambierà radicalmente!
Ti riportiamo alcune testimonianze di nostri clienti che anno provato GranPene, raggiungendo eccellenti risultati in breve tempo: “Fin da adolescente ho avuto il complesso del pene piccolo. Un trauma nato il giorno in cui, nei bagni della scuola, mi si avvicinò Fausto Bernacchi. Fausto Bernacchi era famoso per due cose. Primo: era il miglior falsificatore di firme di tutto il liceo. Nessuna grafia, sgorbio, ghirigoro, arabesco, scarabocchio era irriproducibile per lui. Il padre di
un mio compagno di classe aveva il Parkinson: la sua scrittura sembrava uscita direttamente dal pennino di un sismografo. Fausto Bernacchi, in pieno metodo Actor’s Studio, riuscì a ricopiare la firma tale e quale, appoggiandosi a un martello pneumatico chiesto in prestito a un operaio
che lavorava lì davanti. In questo, insomma, era un vero artista.
Secondo: se volevi che qualcosa la venisse a sapere tutto il liceo, bastava dirla a Bernacchi. Aveva una gestione dei canali dell’informazione impressionante.
Comunque, quel terribile giorno, mentre ero impegnato a pisciare, Fausto Bernacchi mi si avvicinò e, forse involontariamente, gettò un’occhiata al mio pene. Lo vidi strabuzzare gli occhi, trattenere una risata, guardarmi con un misto di scherno e compassione, per poi subito abbandonare del tutto la seconda e dedicarsi completamente, con passione e devozione, al primo.
Nel giro di poche ore tutta la scuola aveva saputo delle mie misure e aveva preso a chiamarmi Bignami. Da allora, per anni, tutte le mattine mi sono svegliato giurando vendetta a Fausto Bernacchi.
Oggi, grazie a GranPene, ho potuto realizzare il mio sogno, riuscendo ad ingrandire il mio pene di ben otto centimetri e poi, così attrezzato, trombarmi la moglie di Bernacchi.
GranPene mi ha cambiato la vita.”
(Antonio Castigliano, 34 anni)
“ADESSO SÌ CHE HO UN CAZZO COI FIOCCHI!!!”
(Gianni Minelli, 31 anni)
“Ho capito che qualcosa non andava quando ho scoperto che mia moglie si scopava il nostro alano. Negli ultimi tempi la vedevo strana, sfuggente, come se mi stesse nascondendo qualcosa. E aveva sempre meno voglia di fare l’amore con me. Roso dalla gelosia mi sono rivolto a un detective privato che l’ha pedinata giorno e notte senza scoprire niente. Mia moglie non vedeva nessuno, non s’incontrava con nessuno, stava sempre in casa. Poi una sera sono tornato prima dal lavoro.
Ho aperto con le chiavi e dal fondo del corridoio ho subito sentito degli strani rumori, come dei gemiti. Senza accendere la luce e in punta di piedi ho seguito quei suoni, arrivando in salotto. Da dietro lo stipite della porta ho dato una sbirciata, e allora ho visto. Ho visto mia moglie messa a quattro zampe e dietro di lei Raptus che… Lasciamo perdere i dettagli. Immediatamente ho preso il cane e l’ho caricato in macchina, incurante degli strilli di mia moglie che mi diceva di non farlo, che tra di loro non c’era niente. Sono partito e, arrivato sulla Salerno-Reggio Calabria, ho abbandonato Raptus alla prima area di sosta. Quando sono tornato a casa mia moglie era in lacrime e si disperava.
Per giorni non mi ha rivolto la parola. Non faceva altro che piangere e starsene digiuna, e la notte nel sonno invocava Raptus. Era arrivata a pesare quarantacinque chili. E allora mi sono reso conto che in amore bisogna capire quando è il momento di tirarsi indietro. Mia moglie amava quell’alano, e per il suo bene io mi sarei fatto da parte e avrei convinto Raptus a tornare con lei. Per una settimana ho fatto avanti e indietro sulla Salerno-Reggio Calabria, fermandomi in tutte le stazioni di servizio, mostrando la foto di Raptus a chiunque, per sapere se l’avevano visto.
Ma niente, quel cane era sparito.
Ero disperato. Come avrei potuto fare? Come avrei potuto far dimenticare Raptus a mia moglie? Come avrei potuto sostituirmi a lui, alle sue bestiali prestazioni? Stavo per scivolare sull’orlo della pazzia, quando la risposta mi è arrivata dopo qualche giorno tramite mail. La risposta era GranPene.
GranPene ha salvato il mio matrimonio e ora la nostra vita coniugale va a gonfie vele. Mia moglie ha completamente dimenticato Raptus ed è allegra e soddisfatta come non l’ho mai vista prima. Dedica tutto il suo tempo a me, alla casa e al corso di equitazione che ha preso a frequentare con grande impegno e devozione tre volte a settimana.
Sono un uomo felice.”
(Alfredo Torrisi, 42 anni)
“YUHUUUU!!!”
(Gianni Minelli, 31 anni)
“Io e la Laura ci siamo conosciuti alla disco, il Vertigo Bloom, dove vado tutti i venerdì perché c’è un dj di Praga che spacca, e stesso quella sera, dopo che avevamo buttato giù quattro Negroni, siamo finiti sul sedile posteriore dell’auto di mio padre, la Mercedes E280 Berlina, quella coi sedili in pelle. Lì dietro eravamo un groviglio di passione, due corpi avvinghiati che si fondevano l’uno nell’altro, come due barrette di Pongo appallottolate che diventano una massa indistinguibile di forma e di colore.
Ricordo perfettamente che la presi, le abbassai i jeans e gli slip con un solo movimento, mi misi su di lei, e la cavalcai cominciando a darci giù duro, con la grinta di un Gattuso. Affondavo colpi col bacino che erano dei magli, uno-due, uno-due, mentre sentivo le vene e le tempie battermi per lo sforzo a un ritmo techno-house. Uno sforzo intenso, totale, appagante. Dentro il cranio pensavo “Sentimi, sentimi bene, sentimi tutto”, un po’ rappato alla Eminem, mentre il sudore mi scendeva sulla faccia fino a bruciarmi gli occhi. In quel momento ero un dio, una trinità: io, Priapo e Rocco Siffredi. A un centro punto mi scostai dal suo collo e la guardai, con un sorriso di maschia soddisfazione sulle labbra, desideroso di scorgere il suo piacere e il suo sfinimento che chiedevano basta! e ancora! allo stesso tempo. Invece, la Laura stava sbadigliando. Per mesi ho provato con afrodisiaci, tecniche orientali, posizioni strane, droghe sintetiche, ipnosi, ma niente da fare. Ogni volta che avevamo un rapporto, dopo un po’ la Laura cominciava a sbadigliare, voltava la testa, pensava ad altro. Per me era diventata un incubo, un’ossessione.
Per rassicurarmi ho cominciato a pensare che fosse frigida, o lesbica. Poi un giorno, invece, l’amara verità. Dopo l’ennesimo insoddisfacente amplesso, lei mi ha guardato negli occhi e mi ha borbottato: ce l’hai piccolo.
Mi sono sentito un menomato, un aborto di natura, un fenomeno da baraccone. Signore e signori ecco a voi la donna barbuta e l’uomo microdotato! Da quel momento la mia vita è scivolata in un inferno. Per strada, negli autobus, in palestra, non potevo fare a meno di guardare gli altri ragazzi nelle parti intime per studiare il loro rigonfiamento e confrontarlo con il mio, paragone dal quale uscivo sempre distrutto, umiliato, danneggiato. A volte, danneggiato anche fisicamente, visto che
parecchi mi scambiavano per un finocchio che ci stava provando. Ho cominciato a frequentare chat di persone con problemi simili ai miei e lì ho incontrato tanti amici, come Lucio detto Fastweb, che soffre di eiaculazione precoce.
Poi un giorno qualcuno mi ha parlato di GranPene, e da allora è cambiato tutto. In poco tempo il mio pene è cresciuto come se ci avessi messo sopra il Pan degli Angeli, facendomi sentire finalmente come tutti gli altri, e non più un emarginato sociale, un panchinaro della vita.
Purtroppo, la Laura mi ha lasciato prima che potessi mostrarle la mia trasformazione. Qualcuno mi ha detto che ora sta con una donna.
Ma allora avevo ragione? Era lesbica davvero?”
(Michele Berti, 19 anni)
“STANOTTE A MIA MOGLIE L’HO SFONDATA!!!”
(Gianni Minelli, 31 anni)
“Quelli di colore ce l’hanno grande.
I negri, si sa, sono superdotati.
Questi luoghi comuni mi hanno sempre perseguitato.
Io, Medoune Dusai, senegalese figlio di senegalesi, in Italia da quando avevo due anni, ero la famosa eccezione che conferma la regola. Il mio pene misurava sette miseri centimetri: un’asta troppo corta per tenere alta la bandiera della gente di colore.
Quando entravo nei locali, le donne si giravano a guardarmi.
Avvertivo nei loro occhi il desiderio di un fremito selvaggio, un piacere fatto di istinti animali.
In un baleno finivo nei loro letti.
In un altro baleno, ne finivo fuori.
Appena mi spogliavo, il loro ardore si trasformava in delusione, quando mi andava bene. In una raffica incontenibile di risate, quando mi andava male.
L’uomo nero, da pauroso era diventato ridicolo.
Per riuscire ad accettarmi così com’ero, mi sono dovuto rivolgere a un analista. Un giapponese. L’avevo scelto perché comunemente i giapponesi sono noti per avercelo piccolo. Pensavo potesse in un certo senso capirmi. Ma anche lui era un’eccezione che conferma la regola.
Il dottor Takeshi Sapporo aveva un pene di ventitre centimetri, orgoglio di tutto il Sol Levante.
Maledicevo il destino, per questo assurdo scherzo che mi aveva fatto.
Poi, una mattina, leggendo un annuncio su un giornale, sono venuto a sapere di GranPene. Dopo sei mesi di trattamento intensivo, il mio pene si è ingrandito spaventosamente. Ho riacquistato stima in me stesso e adesso entrando nei locali ricambio le occhiate di fuoco che le donne mi lanciano, con sicurezza e determinazione. L’altra sera, per esempio, mi si è avvicinata una bionda da copertina. Si è seduta al bancone accanto a me e con aria maliziosa mi ha chiesto se tutto quello che si dice sui neri fosse vero. Io ho gonfiato il petto e le ho risposto di sì. La bionda allora ha sorriso e in un sussurro mi ha detto: Bene, cerchiamo un percussionista per la nostra band. Come te la cavi coi bonghi?
Ho tentato il provino, ma si è rivelato una catastrofe.
Io odio i luoghi comuni.”
(Medoune Dusai, 27 anni)
Caro amico, adesso sei convinto? Allora non perdere altro tempo: visita il nostro sito www.granpene.com, contattaci e preparati ad entrare in una nuova dimensione!
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Da: lor973@libero.it
A: info@granpene.com
Oggetto: Re: ENLARGE YOUR PENIS.
Gentili signori,
non so se debbo ringraziarvi o insultarvi per questa mail che mi avete mandato. Ringraziarvi perché finalmente dopo tanto tempo so con chi devo prendermela.
Insultarvi perché per colpa vostra la mia vita è diventata un inferno.
Sappiate comunque che ho già provveduto a rivolgermi a un legale per intentare una causa contro di voi per danni fisici e morali.
Avrete dunque presto mie notizie.
Buona giornata
Loredana Minelli,
moglie (ancora per poco) del signor Gianni Minelli
manulop
03 lug 2008 - 10:51 - #1Grande senso dell’umorismo, larghe vedute, bello.
Loredana… ops, Manuela
pensoche
03 lug 2008 - 13:24 - #2quando si scava a fondo in argomenti autobiografici, la differenza si nota. Grazie Armando per non esserti fermato di fronte a nulla e aver reso tutti partecipi del tuo piccolo grande disagio. Parlarne ti aiuterà a superarlo.
Ofelia72
07 lug 2008 - 22:56 - #3Grazie per questo bijoux