Six Pack: intervista a Gianni Miraglia

Six PackSix Pack, il romanzo d'esordio di Gianni Miraglia, l'ho letto e recensito qualche tempo fa. Incuriosito dal protagonista della storia e dal suo modo di vivere, sono entrato in contatto con l'autore e gli ho fatto qualche domanda. Questa è l'intervista che ne è risultata, in cui si parla di libertà e ossessioni, con tanto rock n' roll (e qualche consiglio di ascolto per i lettori di Booksblog).

L'ossessione per il corpo: da cosa nasce, come si muove e come lavora sulla mente, anche rispetto alla diversa ossessione (più mediatica, più di massa) di corpi perfetti e sovraesposti, puramente estetici?
Il protagonista delle mie pagine insegue una felicità che solo lui possa riconoscere come la propria. Fugge da quelle forme di serenità che vede massificate, delle soluzioni dogmatiche, dei palliativi sociali per non sentire cose c’è dentro. E quindi il corpo da creare, costruire, amare. Essere la macchina perfetta, motore di forza e contenitore emotivo con cui portare a termine le proprie pulsioni. La libertà di sentire, vivere e amare a modo proprio.

Credo che il libro sia molto interessante perché ci racconta di una figura a suo modo border line e al contempo integrata. E' condizione di questo presente dominato dal lavoro cognitivo? Perché hai scelto proprio questo personaggio e questa storia?
Posso dirti che vivo lo sport in prima persona e la mia professione galleggia nel mare senza volto del terziario avanzato, ma non è questo il punto. Ho costruito l’anima del protagonista senza decidere nulla che l’ambientazione e il ritmo anti-declamatorio, ovvero una non aggettivazione, non come fatto sintattico, ma di costruzione. Più andavo avanti e mi inoltravo nel fiume narrativo più lo riconoscevo e gli volevo bene. O meglio lo comprendevo. La mia empatia nei suoi confronti perché la dinamica interiore di quel personaggio mi è alquanto familiare della mia storia emotiva. Una somiglianza stridente che mi riportava a nodi emotivi risolti negli anni, con l’accettazione della vita per quella che è e secondo le mie emozioni. In questi anni ho fatto la pace, per fortuna. E questo libro possiamo chiamarlo fanta-biografico, perché comunque è un pretesto di fatti e azioni attorno a un protagonista, che si riconducono a una parte di me che ho dovuto coccolare, abbracciare e ammettere per riuscire a trovare un equilibrio positivo. Forse questo libro è una lapide commemorativa a quella persona che mi sono portato dentro. E che nonostante tutte le sue problematiche, estremismi ed ossessioni rispetto tantissimo.

Milano: l'immagine della città non ci arriva tanto con la descrizione quanto attraverso le persone che vi si muovono, ma si fa sentire molto. E' solo un luogo (fanta-)biografico o qualcosa d'altro?
Non è la mia città. Trapiantato come tanti che ci vanno perché lì succedono le cose. Ho vissuto tante Milano fatte dall’incontro con le persone che frequentavo. Tante sfumature di una città in cui mi sono riconosciuto, sensazioni e ricordi dati dalle diverse condizioni in cui ho vissuto gli anni dell’inserimento e poi del superamento e guerra a tutto ciò che può avermi condizionato e in un certo senso schiacciato e deformato. Nel libro è un luogo reale, un profilo netto e drammaticamente squadrato, come lo vedevo e contro-vivevo fino a un po’ di anni fa. Come ho detto prima, sono contento dell’odierna serenità. Milano è piena di gente interessante.

E per finire: il rock. Come è entrato dentro il romanzo e quanto è importante per te? Qualche consiglio di ascolto per i lettori di Booksblog?
Il rock n' roll è stata la mia prima passione. Lo è ancora, anche se non è più meticolosa e ahimè non sono più molto aggiornato. Ho 42 anni e ho ancora dentro i mantra dei miei 14-16-18-20 anni. Dopo quell’età ti piace e assimili, ma con più distacco. Mi piace molto anche la jamaica root trojan record per la forza della semplicità. In un’intervista precedente è stato scritto che ho suonato la chitarra elettrica... Alla giornalista avevo anche specificato che la suonavo da cani, ma poi è stato omesso. Evidentemente le piacevano troppo gli animali. Consigli ai lettori? Vado a caso: il 17 luglio andrò a vedere i Meat Puppets. Mi piacciono molto certe cose dell’harcore punk Usa d’annata e tanto altro. Cerco il feeling, la vita. In questi giorni ascolto spesso Meantime dei Barracudas ed Hefty fine di Bloodhound Gang.

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