"Chiaro di Lama" di Stefano Borghi e Gaia Conventi

noir, chiaro di lama, edigiò Vittima o carnefice? Non proprio una scelta, quanto una disposizione d'animo dettata dal momento per la coppia del noir "Borghi & Conventi". La luna, presenza impalpabile, ma decisiva, vi guiderà fra le righe di questo libro. Quattordici racconti in cui districarsi tra le ombre, sempre col fiato sospeso, incapaci di prevedere quello che succederà.

L'ambientazione evanescente fa da sfondo a situazioni al limite del possibile, come nel racconto "Un faro nel vuoto", o si risolve in finali inaspettati come per "Caro Sig. Franco", "La foto sul giornale", "L'imprevisto" o "La decima Pasqua".

Il taglio ironico, esasperato dalla brevità della forma narrativa, favorisce la duplice lettura delle situazioni, esalta il nonsense delle conclusioni. Ne "La vedova","La donna perfetta" o "Un rimedio all'ansia", immagini di rassicurante vita "quotidiana" rivelano la loro controparte spaventosa.

Talora l'ironia lascia spazio all'amarezza, alla consapevolezza della sconfitta. E lo sguardo della vittima, prospettiva tipica del noir, si rispecchia negli occhi di Anne, protagonista di "Angelo dalle ali d'acciaio". Rivive nella difficoltà di essere di colore del fantastico racconto "Il giorno in cui uccisero Kennedy".

Uno stile asciutto, che richiama l'immediatezza dello sketch teatrale. Una scrittura semplice e mai banale. Quattordici racconti che solleticano la sensibilità e ci lasciano attoniti, incapaci di capire se poter ridere o lasciarci sopraffare dalla paura.

Chiaro di Lama
Gaia Conventi - Stefano Borghi
EdiGiò
2008
92 pp., € 7

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