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Richard Yates, o la sofferenza vista dietro un vetro.

Pubblicato: 27 giu 2008 da lara

Edizione statunitenseMinimum fax ha pubblicato tre romanzi (Revolutionary road; Undici solitudini e Disturbo della quiete pubblica) dell’autore statunitense che ha ispirato buona parte degli scittori suoi connazionali, in primis Raymond Carver.

La forza e il segno distintivo della sua scrittura sono da attribuire alla semplicità con cui racconta storie di ordinaria quotidianità della middle class americana degli anni ‘50 e ‘60 (ma le stesse storie potrebbero accadere anche ai giorni nostri). I personaggi che tratteggia sono degli antieroi che restano tali e presto o tardi sprofondano nella loro mediocrità. Non si prova affetto nei loro confronti, non avviene la tanto osannata immedesimazione. Yates riesce a suscitare lo stesso interesse che si può provare per l’esistenza dei propri vicini di casa. In modo lucido e analitico sviscera le dinamiche dei rapporti interpersonali, siano essi di amore, amicizia o lavoro, descrivendo situazioni tragiche e folli, in pieno contrasto con l’ideale della sana e robusta famiglia americana.

La stessa vita dell’autore fu costellata di diversi problemi: alcol, depressione e instabilità nelle relazioni. Dimenticato per lungo tempo è tornato nel 2001 all’attenzione di lettori e critica grazie al New Yorker che ha pubblicato due suoi racconti. In Italia si attende con ansia l’uscita delle altre opere.

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1 commento

Commenti dei lettori

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  • subliminalpop

    28 giu 2008 - 13:41 - #1
    0 punti
    Up Down

    “Undici solitudini” è una raccolta di racconti ;)

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