Strano libro. Strano davvero, provocatorio a dir poco, questo “No kid: 40 ragioni per non avere figli” della scrittrice e psicanalista francese Corinne Maier, uscito in Francia già nel 2007 ma arrivato da noi nel 2008, edito da Bompiani. La cosa più insolita (o grottesca? o triste, dopotutto?) è che l’autrice non è una single con l’orologio biologico ormai in tilt, bensì una madre di due bambini. E allora, viene spontaneo chiedersi, “Chi glie l’ha fatto fare?”.
La Maier sostiene che “senza figli è meglio”, ribaltando così la diffusa convinzione secondo cui diventare genitori sia la cosa più bella al mondo, e lo fa stilando proprio una serie di motivazioni a sostegno della sua tesi. La scrittrice-psicanalista ritiene che i responsabili di questo “falso stereotipo” sono lo Stato e la dottrina capitalista: «Lo Stato teorizza l’idea di un certo tipo di famiglia come modo per difendere il nostro nazionalismo, mentre il capitalismo incoraggia le persone a spendere un sacco di soldi, perché fare figli significa creare nuovi consumatori, che hanno bisogno di case più grandi, di macchine più grandi… E tutto questo crea miti fasulli e, soprattutto, ha effetti devastanti sulle donne».
Qualche esempio dei punti esposti? 1) Il parto è una tortura; 2) Diventerete dispensatrici ambulanti di cibo; 3) Lotterete per continuare a divertirvi; 4) Perderete i contatti con gli amici; 5) Dovrete imparare un linguaggio da veri idioti per riuscire a comunicare con i vostri figli; 6) I figli uccideranno il vostro desiderio… e altre perle simili. Ognuno ha il diritto di volere/non volere figli, non tutti sono tenuti a pensare alla maternità/paternità come alla più grande gioia della vita, tuttavia che questi pensieri e questo libro vengano fuori da chi di figli ne ha due, appare veramente… disarmante?
Anonimo codardo
10 giu 2008 - 08:18 - #1Una motivazione molto più banale (e triste): i figli costano. Fino a qualche tempo fa si facevano sacrifici ma si riusciva a mettere su famiglia oggi neanche rinunciando a tutto il resto si riesce.
celeste
10 giu 2008 - 09:28 - #2Appoggio Anonimo Codardo.
Ad esempio, io convivo ed entrambi lavoriamo, precari. Mi restano in banca solo 100€, e la fine del mese è vicina…
Che dovrei fare se avessimo dei figli?
vladir
10 giu 2008 - 11:53 - #3Non mi trovo d’accordo con l’autrice, perchè c’è intorno alla donna incinta e al suo frutto che cresce una specie di aurea isolante che rende sempre ricco di fascino questo misterioso processo vitale.
andrea4381
10 giu 2008 - 16:36 - #4per la serie, ormai davvero tutti possono scrivere libri su tutto..
dany21
10 giu 2008 - 18:46 - #5Io sono daccordo con la scrittrice, anche se non avuto modo di leggere il suo libro. Non sono daccordo con il commento:
che questi pensieri e questo libro vengano fuori da chi di figli ne ha due, appare veramente… disarmante?
Perchè dovrebbe esssere disarmante, prendere coscienza di una situazione che è stata o è tutt’ora difficile non vuol dire non amare i propri figli. Io non ho avuto figli, per scelta, ma da cosa le mie amiche, conoscenti, parenti e pure mia madre dicono il parto non è una delle cose più gradevoli che ci sia. Idem per quanto riguarda il quasi azzeramento della vita personale di una madre. Quando si hanno figli ci si dedica talmente tanto a loro da quasi dimenticarsi di esistere (e qui ne è testimone mia madre). E proprio dalle parole che riporti penso che la scrittrice abbia dedicato moltissimo tempo ai propri figli.
Saluti. ;-)
geranio
18 set 2009 - 18:45 - #6ne ho due guai a chi me li tocca ma se tornassi indietro nn li rifarei nn so fino ke punto il gioco vale la candela cm si suol dire