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La città e il romanzo, un estratto da Biondillo

Pubblicato: 30 mag 2008 da Roberto

Loredana Lipperini pubblica un estratto da Metropoli per principianti di Gianni Biondillo, testo che riflette su città e periferia ma anche su scrittura e cultura.

In particolare, nell’estratto pubblicato sul blog della Lipperini, Biondillo traccia un parallelo tra la città e il romanzo in quanto simboli delle mutazioni in atto nella nostra cultura:

Da un secolo circa, per fare un esempio a me vicino, muoiono, di anno in anno, la città e il romanzo. Con cadenza inesorabile, come una tassa, non manca il grido d’allarme lanciato da qualche luminare, su saggi specialistici o su pagine di quotidiani: la città è morta, il romanzo è morto - figli tutti e due dell’Occidente, che, invariabilmente, “tramonta”. Eppure questi due prodotti dell’Occidente al tramonto (che, però, cocciutamente non tramonta mai) pare non vogliano accontentare i loro chiaroveggenti portasfortuna. Non muoiono, insomma. È perché sono prodotti contaminati, meticci. E perciò duttili, adattabili. Il romanzo muta, cambia forma, pelle, si adatta. Accetta il confronto con le nuove forme di narrazione, col cinema, la televisione, il fumetto. Le implementa, le metabolizza. Così fa la città. Che accoglie dentro di sé parti impure, prosaiche, che la mutano di segno, la riformulano.

Come uscire da questa spirale che in tanti, troppi, leggono solo come decadenza? Gianni Biondillo suggerisce di “aprirci alle nuove forme di socialità. Comprendere il senso autentico di spazi per noi, col nostro vecchio armamentario critico, impoetici, illogici: le stazioni ferroviarie, le fabbriche, i self-service, i centri commerciali. Insomma, cercare di capire il nostro mutevole panorama. Cioè vivere il mondo per davvero, criticandolo senza nostalgie, progettualmente, anche per trasformare le sue storture.”

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