Scarpe italiane, di Henning Mankell

Frederik Welin ha scelto di espiare le sue colpe nel suo purgatorio privato: un’isola dell’arcipelago al largo di Stoccolma, ereditata dai nonni. Nella monotonia, nell’immobilità e nel gelo nordico Frederik ha trovato la sua misura. Il suo diario privo di eventi lo testimonia.

Tutte le mattine, seguito dal gatto e dal cane, fa un buco nel ghiaccio e si immerge nell’acqua gelata per procurarsi dolore, forse, ma è più opportuno pensare a una specie di rito espiatorio.

Il solo a rompere il silenzio con il suo hydrocopter è il postino Jansson: unica forma di vita umana che peraltro soltanto in rare occasioni mette letteralmente piede sull’isola. A meno che non debba farsi visitare, giusto un controllo alla pressione, o un suggerimento per placare quel mal di testa che lo perseguita da giorni. Starà forse morendo per un tumore al cervello?

Le risposte di Frederik al suo unico interlocutore sono sempre evasive, anzi, dovrebbe smetterla di importunarlo con le sue stupidaggini. Il fatto è che Frederik è un chirurgo in pensione, e Jansson il postino si fida ciecamente di lui, ma ignora che Frederik si è rintanato sull’isola proprio per fuggire al ricordo di aver amputato per sbaglio il braccio buono a una donna. Avrebbe potuto cavarsela con poco e continuare tranquillamente a fare il chirurgo, ma c’erano delle attenuanti che la commissione disciplinare non ha voluto tenere in considerazione.

È per questo che dodici anni prima, a soli cinquantaquattro anni, Frederik è andato in pensione e si è ritirato nella sua isola. Dove però il senso di colpa lo raggiunto comunque, e non lo ha mai lasciato. Eppure questa è solo una parte del dramma di Frederik: una mattina vede una sagoma scura scivolare lentamente sul ghiaccio, è una donna e si aiuta con un deambulatore.

Ma non è una donna qualsiasi, è Harriet, il suo primo vero amore che almeno quarant’anni prima aveva lasciato senza dirle una parola per seguire la sua carriera. Ora Harriet è tornata dal passato molto invecchiata e devastata da un cancro, non le rimane molto tempo per capire perché quell’amore non avrebbe potuto funzionare. Da qui comincia il recupero memoriale.

E non è l’unica sorpresa che Henning Mankell ha riservato a Frederik, protagonista e io narrante di Scarpe italiane (Marsilio), anzi, la sua vita verrà travolta da una serie di eventi sconcertanti. Conosciamo le doti di straordinario giallista di Mankell che anche in questo libro utilizza, ma a piccole dosi, al punto da renderlo un giallo psicologico.

Ma prima di tutto questo libro, a tratti straziante, è un libro che parla d’amore. Sono troppi i sessantasei anni di Fredeik per mettere a posto le cose? È troppo tardi perché Fredrik e Harriet diano alcune risposte sensate al fallimento della loro storia? E poi, è ancora possibile amare con passione alla loro età? Staremo a vedere.

Henning Mankell
Scarpe italiane
traduzione di G. Puleo
pp. 336, 2a ed.
Euro 18,00

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