Intervista a Novelli e Zarini

Per esclusione è il secondo thriller di Andrea Novelli e Gianpaolo Zarini, giovani scrittori liguri già autori di Soluzione finale. Entrambi i libri sono editi da Marsilio, entrambi sono ambientati in USA.

Come mai quest'esterofilia?
Zarini: È una scelta casuale. Avevamo ambientato il primo romanzo oltreoceano, lo abbiamo fatto anche per il secondo, soprattutto per esigenze di trama.

Novelli: Allora ci serviva una megalopoli multietnica per sviluppare una cospirazione su scala internazionale, e così scegliemmo NY. E la stessa città torna anche per questo Per esclusione, dal momento che uno dei protagonisti è un serial killer e - secondo statistica - il 58% degli omicidi che avvengono a NY sono commessi da serial killer. E poi il movente del serial killer è legato a qualcosa che accadde negli Anni Cinquanta proprio in America.

Z: Con questo non rinneghiamo affatto location italiane. Chissà, può darsi che in un immediato futuro ci possa essere anche qualcosa Made in Italy, ma per ora è presto parlarne.

Qual è il vostro metodo di scrittura a quattro mani?
N: Usiamo il metodo della scaletta. Nel momento in cui abbiamo la traccia della storia, andiamo a svilupparla nella sua complessità, fino ad avere l'intera trama divisa per capitoli. A questo punto andiamo ad esaminare capitolo dopo capitolo, stabilendo un corretto sviluppo cronologico degli eventi e delle vicende in modo da ottenere il climax migliore possibile. Ogni fine capitolo deve contenere qualcosa, un elemento, una frase che spinga il lettore a continuare. Fatto ciò, ci dividiamo le parti del capitolo, o a volte anche un capitolo intero, a seconda delle sensazioni del momento, e ognuno fa il suo pezzo. Alla fine procediamo con una lettura incrociata, in maniera tale che i due stili si fondano in un unico stile di scrittura. È un lavoro molto metodico e lungo, che a volte ci porta via sette/otto mesi tra raccolta del materiale, lettura e scaletta, ma che ci permette di avere tutto sotto controllo e di sciogliere facilmente i nodi che non ci convincono.

Z: Anche per i personaggi avviene un lavoro del genere. Ogni carattere viene creato psicologicamente, fisicamente, caratterialmente a parte rispetto alla trama, e poi viene inserito nella trama stessa nel momento più opportuno. Un lavoro, come ha spiegato Andrea, abbastanza complesso e laborioso. Per fortuna l'essere in due ci dimezza i tempi.

Quali sono state le letture più illuminanti che vi hanno aiutato a creare il personaggio del serial killer Salomone?
Z: C'è stato un lungo lavoro di ricerca e materiale sui serial killer in generale. Come pensano, come agiscono etc... Abbiamo cercato di mettere da parte tutti gli esempi letterari per creare un personaggio/persona nuovo, che avesse un movente forte in grado di spiegare la sua graduale trasformazione in assassino seriale.

N: Non abbiamo voluto farci influenzare da serial killer precedenti illustri, ma pensare e creare con la nostra testa. Abbiamo deciso di scrivere un serial killer thriller poichè troppe volte, come lettori, siamo stati delusi nelle ultimi pagine da moventi flebili, che poco spiegavano, o spiegavano sommariamente e frettolosamente la ragione per cui l'uomo era diventato assassino seriale. Così abbiamo scritto Per esclusione, che probabilmente rimarrà il nostro unico libro con protagonista un assassino seriale.

Leggo sul vostro sito internet il motto "Il thriller è scienza e metodo". Potete regalare agli aspiranti scrittori che vi leggono qualche consiglio scientifico-metodologico per scrivere bei thriller?
N: La scienza e il metodo del sito si riferiscono al fatto che alla base dei nostri libri c'è sempre l'elemento scientifico, e quanto al metodo, il riferimento è chiaro alla scaletta di cui abbiamo parlato in precedenza.

Z: Però non ci sentiamo affatto di dare consigli. Anche perché ognuno usa un proprio metodo di scrittura, efficace e soggettivo. Noi abbiamo deciso di non iniziare a scrivere nemmeno una riga senza l'intera struttura della trama a disposizione, nelle forme e nei canoni che abbiamo sopra elencato. Per altri, invece, può risultare più efficace mettersi davanti a un foglio bianco con una frase o un'idea di base in mente e iniziare a scrivere la storia, rimanendo all'oscuro degli sviluppi successivi.

N: L'unica cosa che possiamo suggerire agli aspiranti scrittori è di non arrendersi mai e credere in quello che si è scritto. La tenacia è la componente fondamentale. Non bisogna demoralizzarsi se si chiudono delle porte, se si ricevono cortesi lettere di rifiuto dalle case editrici. Perseverare, e perseverare. Ecco il nostro consiglio. Non si sa mai cosa ci possa essere dietro l'angolo...

Z: Aggiungo il suggerimento di scrivere quello che si vorrebbe leggere e non quello che vorrebbero leggere gli altri. Non bisogna imbrigliare la creatività provando a pensare con la testa degli altri.

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