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Il delitto dei giusti, di André Chamson

Pubblicato: 23 mag 2008 da Giammarco Raponi

Di André Chamson dalle nostre parti non si sa molto, eppure in Francia è apprezzato al punto da accoglierlo all’Académie Française, e negli Stati Uniti è sempre più studiato. In Italia, per i tipi Marcos y Marcos, è appena uscito Il delitto dei giusti.

Metafora più ampia di una società in piena decadenza, la famiglia degli Arnal domina il Maubert con l’autorità di chi è abituata al potere. Consigliere è il capostipite di questa grande famiglia, un uomo tutto d’un pezzo, forgiato direttamente nella virtù.

Insomma, gli Arnal sono un po’ il collante del microcosmo costituito dal (e nel) Maubert. Gli Arnal sono il simbolo della rettitudine e dell’integrità morale, naturalmente destinati al controllo del territorio. Di loro ci si può fidare: sono leali, è gente che mantiene sempre la parola data, anche se a dare la parola è stato un morto, purché sia un Arnal.

Ma all’interno di questo regno della virtù, è inevitabile, qualcosa succede: un amore, un semplice fatale amore tra Maurice e Clémence lo manderà in frantumi. Maurice è un bel giovanotto vivace, Clémence è muta ma è molto sensibile, sa leggere e poi è bella e sensuale. I due si adorano, si incontrano spesso nel bosco e finiscono per fare l’amore più volte. C’è solo un (enorme) problema: sono fratello e sorella.

La vicenda verrà fuori solo quando, una sera, Clémence va a dormire prima del previsto. Non si sente bene. All’improvviso, mentre gli Arnal sono lì che mangiano, un grido squarcia come un tuono la tranquillità della casa. Il frutto di quella relazione incestuosa è un maschio sano e vispo.

Ovvio, finché si tratta di un bastardo, le cose, in un modo o nell’altro, si possono aggiustare. Ma in una situazione del genere, come dovrebbe reagire la famiglia più retta e virtuosa del Maubert?

È questo il momento esatto in cui gli Arnal cominciano a sfaldarsi. Tutti sanno e tutti tacciono. È fondamentale mantenere lo stato di cose: nessuno deve sapere. L’apparenza deve essere salvata a ogni costo. Gli Arnal finiscono con ripiegarsi su se stessi. Ma quando anche il vecchio Consigliere comincia a mollare le redini, per gli Arnal è la fine: la decadenza ha portato ormai allo smembramento, a partire dai più giovani per finire con lo stesso Consigliere.

Concepito attorno alla metà degli anni, è un libro scritto (e tradotto da Francesco Bruno) con l’eleganza e la leggerezza di chi conosce il peso delle parole.

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