E’ l’interessante spunto da cui parte un articolo de “La Stampa”. Provocatoria, in questi giorni, è stata una frase di Denis Olivennes, direttore del Nouvel Observateur ex capo di Fnac: «Il peer-to-peer è l’ultima forma di pirateria, che danneggia gravemente tutta l’industria dei contenuti».
D’accordo con questa tesi, ad esempio, Gian Arturo Ferrari, capo dei libri Mondadori, che sostiene diplomaticamente che «i libri gratis sono utopia, la funzione editoriale di tramite tra autore e pubblico è insostituibile»….«Altrimenti sarebbe il caos, comunicare è fatica. Internet è un torbido mare in cui non ti trova nessuno».
Di diverso parere Marco Calvo, fondatore dell’Associazione Liber Liber: «Oggi Internet consentirebbe un crollo del costo della cultura altrettanto significativo, se non fosse per le resistenze controproducenti (meno cultura, meno mercato) dei grandi editori».
E gli scrittori, cosa ne pensano? Sentite Tracy Chevalier, best seller per La ragazza con l’orecchino di perla: l’editoria online riduce gli scrittori a «non poter più scrivere».
lordmax
19 mag 2008 - 12:22 - #1Bello, sembra un elenco di… dinosauri.
Mi spiace proprio tanto per loro ma non hanno alcuna speranza.
L’editoria elettronica è il futuro e non saranno certo dei piccoli ometti dalla mentalità retrograda a poterlo fermare.
Spero solo se ne rendano conto presto.
gloutchov
19 mag 2008 - 13:06 - #2In realtà, i Wu Ming lo fanno già da parecchio tempo. I loro titoli sono sia in vendita in negozio, sia scaricabili dal loro sito e, a quanto dicono loro, il download gratuito non danneggia le vendite, anzi… chi ha apprezzato il libro in formato ebook, spesso, compra quello in formato tradizionale per tenerlo in libreria. :)
oceanoweb
19 mag 2008 - 13:12 - #3ho notato una cosa : se c’è un libro in versione digitale dal p2p che scarichi e ti piace , lo comprerai !
Diciamoci la verità comparare il formato cartaceo e quello digitale e come comparare la terra e l’aria !
RadioAriaLibera
19 mag 2008 - 13:47 - #4E’ la stessa cosa che dicono le major americane per gli mp3 ma da diverse indagini che sono state fatte pare che chi scarica “illegalmente” acquista più volentieri e più spesso. Io pubblico sul mio blog e permetto di scaricare in forma assolutamente gratuita i libri che scrivo e penso che sia questo il futuro. Ovvio che alle grandi case editrici un sistema in grado di abbattere pesantemente i costi e quindi di ridurre gli introiti non vada tanto bene ma che loro siano d’accordo o no, è quella la direzione da seguire.
Tyreal
19 mag 2008 - 16:15 - #5Se voi foste scrittori e viveste del vostro lavoro, distribuireste i vostri lavori gratuitamente?
Daz
19 mag 2008 - 16:17 - #61. Il libro di qualità, come oggetto, non morirà mai, oggi il disco in vinile sta rinascendo dalle ceneri di mediocri cd. Molti editori discografici optano solo per versione mp3 e vinile 45 giri.
2. I peer to peer è utile quando serve a bypassare le scelte di marketing degli editor, la presuzione di sapere cosa funzionerà e cosa no. Sarà sempre più il pubblico a decidere il trend e non le ricerche di marketing.
Questo è già evidente per le serie tv. La prima serie di Lost è uscita su fox l’anno dopo dell’uscita in usa, la quarta è quasi in contemporanea. Il peer to peer obbliga l’editoria a tenere il passo.
3. L’editore che guida i lettori in territori sconosciuti lavorerà sempre, l’editore commerciale che si limita a seguire i trend verrà fagocitato da internet, e giustamente.
4. L’editoria che sopravviverà sarà quella in grado di dare qualcosa in più, tutto di guadagnato per il pubblico.
5. L’editoria si evolverà naturalmente, sarà bello stare a guardare.
Daz
19 mag 2008 - 16:21 - #7@ Tyreal
Alcuni non meritano di vivere di questo lavoro, ci hai pensato?
Chi arriva al cuore del pubblico lavorerà.
In italia ci sono più scrittori che lettori.
Migliaia di copie venno al macero.
Se la cultura del libro non si diffonde allora che senso ha avere i libri?
Daz
19 mag 2008 - 16:23 - #8Tutti i classici dovrebbero esistere gratis su internet o in edizioni di valore.
Passo e chiudo.
Tyreal
19 mag 2008 - 20:02 - #9@ Daz
certo che ci ho pensato, sono d’accordo con te!
lordmax
20 mag 2008 - 12:01 - #10@Daz
Tutti i classici esistono in digitale (gutember e liberliber) ed in edizione di lusso.
Sono i libri recenti che fanno fatica a sbarcare sul digitale.
Gabriele Porri
21 mag 2008 - 14:13 - #11secondo me la soluzione è quella del download a costo ragionevole (dai 3-4 euro ai 7-8 a seconda del libro)
per Daz: io se fossi uno scrittore fallito vorrei fallire perché nessuno mi compra e quindi legge, non perché tutti mi leggono gratis… che poi se quel che ho scritto non interessa a nessuno è difficile che venga solo scaricato e mai comprato, ma questo è un altro discorso
SUDDENHUSH
21 mag 2008 - 17:27 - #12è l’amara realtà, ragazzi… oggi si leggono solo le avventure di Gattuso o di altri esemplari del grande zoo del calcio e/o dello spettacolo, i libri super sbandierati dalla tv, i libri di ragazzi alle prese con le prime “pruderie”, i thriller e Harry Potter. Quindi, o ci scervelliamo a pensare alle avventure di un altro maghetto, o ci inventiamo un diario super scandaloso fingendo di essere dodicenni.