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Greta, un racconto erotico a puntate /6

Pubblicato: 17 mag 2008 da Manila Benedetto

Continuiamo con il nostro racconto erotico a puntate. Si consiglia la lettura ad un pubblico adulto.

Gretadi Titty Cerquetti
prima parte: La festa
seconda parte: Body painting
terza parte: Il concorso
parte quarta: Passeggiata romana
parte quinta: Ritratto d’addio

LA PARTENZA
L’ho salutato con un lungo, intenso, interminabile bacio appassionato. Ho assaporato, ancora una volta, il piacere di quelle braccia forti intorno a me. Poi ho lasciato che si mescolasse alla folla dell’aeroporto e che uscisse per sempre dalla mia vita. Fasciata dal mio vestito rosso da sera, appariscente e scollato, sono rimasta ferma, in mezzo alla gente, a guardare davanti a me inebetita, incurante di tutto e di tutti. Persa. Smarrita. Quando mi sono resa conto che non sarebbe più tornato indietro, che ormai era sull’aereo con le sue valige cariche di sogni e di speranze, solo allora, meccanicamente, mi sono voltata, con passo rapido e deciso sono uscita dall’aeroporto, ho preso un taxi e sono tornata a casa.

Lo sapevo, l’avevo saputo fin dal principio, che sarebbe andata così eppure qualcosa, dentro di me, non voleva saperne di smettere di farmi male. Una piccola fitta che mi fece compagnia anche mentre mi spogliavo e lavavo via, sotto l’acqua calda della doccia, fatica ed emozioni degli ultimi giorni. Sdraiata sul letto, completamente nuda e ancora calda dalla doccia, posai gli occhi sul quadro appeso davanti a me, e tutto si fece chiaro.

Il ricordo di Jesus che si muove dentro di me riaffiorò alla mente, e mi spinse, istintivamente, ad allargare le gambe per sfiorare con la mano, dolcemente e delicatamente, i biondi morbidi peli del pube. Li sentivo inumidirsi al lieve passaggio delle dita che s’impregnavano del mio miele.

Più rivedevo noi due, più le carezze aumentavano d’intensità e di forza. Mai, prima di allora, avevo provato simili sensazioni. Mai, prima di allora, sesso, passione e amore si erano mescolati così bene in un unico atto. Ecco cos’era quella fitta, quel dolore nel petto e nella testa.

Era accaduto tutto così in fretta, così rapidamente, entrambi prede di emozioni violente e irrefrenabili che solo adesso riuscivo a fare un po’ di chiarezza, dentro di me. Dal momento stesso in cui, visto il quadro, avevo trovato rifugio tra le braccia di Jesus, non ne ero più uscita per due interi giorni, ovvero tutto il tempo che avevo trascorso chiusa nella sua soffitta.

Erano stati giorni intensi, vivi, fatti solo di baci e di carezze, di piaceri irrefrenabili e di dolori brucianti, di sesso violento e di amore romantico. Erano stati tutto, quei giorni.
Erano stati giorni d’eternità. Dentro di noi, e fuori dal mondo.

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