Continuiamo con il nostro racconto erotico a puntate. Si consiglia la lettura ad un pubblico adulto. Si consiglia la lettura ad un pubblico adulto.
Gretadi Titty Cerquetti
prima parte: La festa
seconda parte: Body painting
terza parte: Il concorso
PASSEGGIATA ROMANA
Scendo dall’autobus a largo di Torre Argentina, percorro Via Arenula, poi svolto a Piazza Cairoli per imboccare via dei Giubbonari. Sto andando a piedi, e non solo perché il centro è impraticabile con la macchina e trovare un parcheggio è impresa epica. La verità è che adoro questa Roma, che profuma d’antico e di nuovo, e che mescola modi di parlare e di vivere in apparente contrasto tra loro ma in realtà perfettamente integrati.
Mentre cammino, ascolto divertita il rumore dei miei tacchi sui sampietrini, come fosse una monotona e petulante colona sonora, e osservo curiosa le vetrine dei negozi alla moda. Ci sono, in mostra, ogni genere di novità, dai cellulari ai vestiti firmati, ma i muri e le finestre dei palazzi mi raccontano di quando lì, per quelle stesse vie, lavoravano i mastri ferrai e i conciatori di pelli.
Se percorressi tutta la strada, mi ritroverei nel bel mezzo del mercato di Piazza Campo de’ Fiori, e lì potrei incrociare giovani attori in cerca di fortuna, cantanti di successo e vecchie matrone, testimoni di una città che sopravvive ancora nel cuore e nei ricordi di chi la ama.
L’indirizzo che mi ha dato Jesus è all’incrocio tra via dei Giubbonari e via dei Chiavari, e guardando i seminterrati con vista su strada, quelli che a Napoli chiamano “bassi”, mi sembra di vedere, come per magia, gli antichi costruttori di serrature del secolo scorso, e i garzoni in braghe di tela sdrucita, con i capelli arruffati e le guance rosse, che corrono a perdifiato lungo la via per una commissione importante o per riscuotere una somma. Immagino il capomastro battere il ferro con i suoi antichi attrezzi, il fiasco di vino dei castelli nascosto sotto il tavolaccio da lavoro.
La fame mi riporta alla realtà, e faccio colazione nel bar dopo la chiesa, cercando di godermi ancora un po’ quell’atmosfera magica. Jesus mi ha parlato di una specie di soffitta, ed io già immagino il panorama che si vede da lì. Chissà, magari lo sguardo riuscirà ad arrivare fino a Campo de’ Fiori o magari oltrepasserà Corso Vittorio e raggiungerà Piazza Navona e le sue fontane. Qualche volta, durante i primi anni del liceo, invece di andare a scuola prendevo l’autobus e ci andavo. Mi sedevo con le amiche sul bordo vasca della fontana dei fiumi, il capolavoro del Bernini, e guardavo gli artisti di strada, i mimi, le cartomanti ed i pittori. Erano dolci mattinate ricche di sole e di sapori, di profumi ancora vivi, di sguardi posati su pezzi di storia.
Esco dal bar e cammino lentamente, un po’ per l’emozione di rincontrare Jesus, un po’ per la gioia di passeggiare, dopo tanto tempo, per luoghi che adoro e che sento dentro di me, come se li avessi percorsi nei secoli attraverso cento e più rinascite.
Arrivata a largo dei Librai cerco il numero 4 di via dei Chiavari e suono. Jesus dice soltanto: “Sei tu?”, ed io rispondo semplicemente: “Si.”. Uno scattino, ed il vecchio e pesante portone si apre, svelando una scala di granito come non se ne vedono più da nessuna parte, tranne forse lì, al centro di Roma.
Faccio le scale con il cuore in gola, respiro l’aria di quel vecchio palazzo pensando a quanta gente è salita per quegli stessi gradini. Arrivo all’ultimo piano, c’è una sola porta ed è socchiusa. Da dentro mi giungono le note di Ben Harper. She has diamonds on the inside.
Sono emozionata e felice. Perché quando hai il cuore in gola ne puoi sentire il sapore, e se hai il cuore pulito, non c’è niente di più buono.
zoon
15 mag 2008 - 16:24 - #1Sono emozionata e felice. Perché quando hai il cuore in gola ne puoi sentire il sapore, e se hai il cuore pulito, non c’è niente di più buono.
splendido passo, in poche parole hai illustrato una condizione di vita illuminata, un esistere che in pochi possono dire di aver veramente vissuto. una tensione a cui quasi nessuno riesce ad arrivare; e di quelli, ancor meno riescono a desiderarla.