Niente comizi, niente invettive. Solo discorsi edificanti ed un appello a favore della cultura. Ernesto Ferrero, direttore della Fiera del Libro di Torino, fa sapere, attraverso le pagine de “La Stampa”, che nell’occasione si dovrà parlare solo dell’importanza dei libri.
Grillo, dal suo blog, risponde senza mezze misure con la solita chiarezza:
Belin, questa è censura preventiva. Ho deciso: non posso partecipare. Lo faccio per loro, per gli organizzatori. Se mi tolgono i comizi, le invettive e, soprattutto, i concetti poco edificanti cosa mi rimane da dire?
La Fiera del Libro di Torino, che si trascina le polemiche legate alla partecipazione dello stato di Israele come ospite d’onore, accusa l’ennesimo colpo. All’invito al boicottaggio del professor Angelo D’Orsi ed alla rinuncia dello storico Ilan Pappe, autore de “La pulizia etnica della Palestina”, si aggiunge il forfait di Beppe Grillo, invitato come ospite a sorpresa per la giornata di chiusura.
Grillo, da parte sua, rilancia. Lunedì 12 maggio, dalle 14,30, ma da casa sua ed in diretta streaming, parlerà senza censure di libri e non.
Una Fiera all’insegna delle polemiche, dunque. Israele ospite d’onore di una manifestazione culturale in cui la presenza del capo dello stato, Napolitano, fornisce una connotazione politica all’evento. Il boicottaggio e le manifestazioni d’opposizione di studiosi e scrittori. La predisposizione di una “zona rossa” attorno al lingotto. La rinuncia di Grillo e l’accusa di “censura preventiva”.
Il direttore Ferrero afferma che la fiera non ha bandiere. Di certo, non dovrebbe averne. Possono, addirittura, essere incomprensibili le manifestazioni d’opposizione? Voi cosa ne pensate?
Foto | Flickr
simone_piazzesi
09 mag 2008 - 20:29 - #1bravo Grillo, te l’appoggio.
vladir
10 mag 2008 - 11:15 - #2Grillo rinuncia alla Fiera del Libro, benissimo, condivido anch’io questa sua iniziativa, così almeno le sue invettive urlate non violeranno il silenzio sacrale che regna nel salone della cultura.