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L'uomo di Cogne: la verità su Annamaria Franzoni?

Pubblicato: 05 mag 2008 da dario


Esce in questi giorni L’uomo di Cogne, un libro che indaga la morte del piccolo Samuele sotto una prospettiva radicalmente diversa da quella comune.

L’autore, Gennaro De Stefano, veterano del giornalismo italiano, si è spento il 1° maggio dopo una lunga malattia, prima che il libro uscisse in tutte le librerie italiane.

De Stefano, artefice di moltissimi scoop sui più grandi episodi di cronaca nera del nostro paese (dal memoriale del presunto mostro di Firenze Pietro Pacciani al caso di Luigi Chiatti, il mostro di Foligno) credeva nell’innocenza di Annamaria Franzoni, alla luce di una serie di inquietanti elementi che ha fatto in tempo a sviscerare nel suo libro.

L’uomo di Cogne punta il dito contro un misterioso individuo, un uomo che in passato avrebbe rivolto ad Annamaria insistenti molestie telefoniche, ma che non è mai stato scomodato dalle autorità durante le indagini sull’omicidio di Samuele.

De Stefano parla anche di un giornalista VIP, il quale avrebbe rivolto alla Franzoni delle avances sessuali con la promessa di un importante appoggio mediatico.

Ma il grande protagonista del pamphlet in questione è proprio l’uomo di Cogne. Il vero assassino, secondo i sostenitori della tesi “innocentista”. Un uomo misterioso di cui ancora non è stato fatto il nome, ma che starebbe per consumare il leggendario delitto perfetto.

È questa la tesi che il libro sposa, nel tentativo di dimostrare che c’è un’altra verità dietro quella che si sta affermando sempre più come ufficiale.

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9 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di oceanoweb

    oceanoweb

    06 mag 2008 - 01:10 - #1
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    ma più che la verità, i tg spazzatura che ci hanno sguazzato alla grande !

  • Profilo di simone_piazzesi

    simone_piazzesi

    09 mag 2008 - 21:42 - #2
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    E BASTAAAAAAAAA!!!!!!

  • hoplà

    29 mag 2008 - 01:46 - #3
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    Sei anni di processi e una sentenza definitiva. Annamaria Franzoni dovrà scontare sedici anni di carcere per l’omicidio del piccolo Samuele Lorenzi, ucciso a Cogne la mattina del 30 gennaio 2002. “Giustizia è fatta”, ha dichiarato il capo dei Ris di Parma Luciano Garofano, una volta chiuso il sipario. Ma alla fine dell’odissea mediatica quello che resta è una condanna con troppi “se” e troppi “ma”.
    Come giustificare, ad esempio, il fatto che Annamaria Franzoni, in quel raptus omicida, stesse brandendo un mestolo? E come può una madre macchiarsi di un crimine così efferato?
    In un nuovo libro una possibile risposta alle troppe domande. “La chiave di Cogne” - edito dalla Cavallo di Ferro - è l’inchiesta di due giovani giornaliste, Valentina Magrin e Fabiana Muceli, realizzata con la guida del giornalista Paolo Cucchiarelli.
    Secondo le autrici, l’opinione diffusa che vede linearità nel racconto della donna e nelle testimonianze di quanto accaduto quella mattina è falsa: “Il nostro lavoro è consistito proprio nello scomporre e analizzare ogni singola dichiarazione di Annamaria Franzoni, mettendola a confronto con le altre per trovarne analogie e differenze al fine di - dichiarazione dopo dichiarazione, tassello dopo tassello - ricostruire il puzzle di quella mattina. Ci siamo chieste perché, con il passare degli anni, Annamaria Franzoni abbia continuato a contraddirsi in quei passaggi che abbiamo verificato essere i punti critici della vicenda. Una volta completato il quadro, davanti ai nostri occhi è comparsa la scena del delitto, l’assassino e l’arma da lui impugnata”.
    L’arma del delitto: non un mestolo, non un sabot. Bensì un mazzo di chiavi, quello della Franzoni. Più volte compare nei verbali eppure non è mai stato preso in considerazione. Le due autrici partono dal presupposto che non si tratti di un omicidio premeditato. La Franzoni deve quindi avere utilizzato necessariamente un’arma impropria con cui si è trovata ad interagire quella mattina.
    Quando Samuele si sveglia - si legge nel libro - Annamaria Franzoni sta girando le chiavi nella toppa per fare uscire fuori a giocare il figlio più grande Davide. Samuele piange sulle scale e lei ha ancora le mani nella maniglia della porta. La donna sarebbe scesa quindi al piano di sotto con il mazzo di chiavi, quelle chiavi che poi lei stessa, durante i soccorsi, consegnerà a Daniela Ferrod, la prima indicata dalla famiglia Franzoni come possibile assassina.

    “Annamaria, in preda ad una furia cieca afferra il mazzo di chiavi come fosse un pugnale e lo scaglia ripetutamente sulla testa del figlio che con un gesto disperato tenta invano di difendersi con una manina Dura tutto pochi secondi, poi la rabbia inizia a scemare. I colpi sferrati perdono di intensità, la presa è meno sicura e il mazzo di chiavi ora è come una frusta che picchia sulla testa del figlio. Annamaria rimane ferma, immobile, quasi non capisce cosa sia accaduto. Poi si solleva e, con un gesto istintivo, ricompone il bimbo e lo copre con il piumone”. Il mazzo di chiavi, aggiungono le autrici, sarebbe compatibile con il tipo di ferite e spiegherebbe il tipo di macchie di sangue sui muri e sul soffitto: può dare quell’”effetto pennello” che rimase sulla parete della camera da letto di casa Franzoni. E’ poi un oggetto che comunemente può trovarsi in uno zaino, lo zaino che Annamaria Franzoni aveva con sé quella mattina, in cui è stata rinvenuta una traccia di sangue. Le due studiose elencano anche altri elementi che portano a riconoscere nel mazzo di chiavi l’arma del delitto: ad esempio il tipo di ferite presenti sulla mano del piccolo e la lacerazione denominata in perizia “numero 9”, situata al centro della fronte, che reca chiaramente impresso il calco di una chiave “a farfalla”.

    Resta da capire ancora il movente. “Abbiamo analizzato diversi malori, di cui è stato trovato riscontro, accusati da Annamaria Franzoni in un arco di tempo che va dal 2000 al marzo 2002”. Diciassette episodi in cui la donna ha manifestato degli scompensi fisici del tutto simili a quelli avvertiti tra la notte e la mattina prima dell’omicidio. “Escludendo che la Franzoni possa essere stata vittima di diciassette congestioni, come la famiglia ha sempre sostenuto, siamo portate a pensare che si tratti di disturbi psichici”.
    Ma anche sui tempi ci sono delle considerazioni inedite. “Ricordiamo che la Franzoni ha testimoniato di essere stata a lungo a letto con Davide, dalle 7.30 alle 8.00, mentre dalle 8.00 alle 8.10 l’unica sua azione è preparare la colazione al primogenito: latte freddo e corn-flakes. Alle 8.10, la donna realizza di essere in ritardo e diventa sorprendentemente attiva. Ma è difficile pensare che i tempi dichiarati da Annamaria siano attendibili, e che in quei cinque minuti possa aver concentrato tutte le azioni di quella mattina. Più ragionevolmente, può aver allungato un po’ troppo il tempo in cui è stata senza far niente, ossia nel letto con Davide. Seguendo questo filo logico, Davide avrebbe fatto colazione ben prima delle 8.00, probabilmente guardando i cartoni animati, per poi uscire a giocare, mentre la madre scendeva al piano di sotto”.

  • Profilo di alcolman

    alcolman

    30 mag 2008 - 11:56 - #4
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    salve qualcuno sa indicarmi il nome del libro di ramuz, che cercoda 2 anni, dove è raccontata la storiamsimile a cogne? grazie

  • kibinera

    13 apr 2010 - 21:17 - #5
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    annamaria franzoni è innocente.
    non aveva tracce di sangue nei capelli. impossibile per l’assassino/a di samuele non essersi sporcato i capelli di sangue. bene, l’accusa ha risolto dicendo che anna franzoni si è lavata ed asciugata i capelli in 8 (otto) minuti. se ce l’ha fatta, mi dica come per favore.

  • Profilo di zione

    zione

    24 giu 2010 - 00:14 - #6
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    A parte la grave distrazione di non aver esaminato i capelli di una probabile persona da indiziare, che è stata del resto per qualche giorno, impossibilitata dagli eventi perfino a trascurare le abitudini personali, resta il fatto che seppure li avesse lavati di corsa, il vigile autista del pulmino, subito testimoniò che la Signora Franzoni, era come sempre ben ordinata e gentile; ma comunque in certi casi si è trovata la traccia di assassinamento, anche dopo vari lavaggi e tinteggiature per cancellare qualche goccia di sangue, addirittura dopo decenni e invece in questo caso non si è trovato assolutamente NIENTE, neanche nelle condutture della casa e altrove; malgrado ben ventisette sopralluoghi degli inquirenti.

    Cogne bis; speriamo che da questo nuovo processo possa venir fuori qualche elemento utile per il futuro dell’imputata (e della sua Famiglia) e che il Giudice possa esprimersi liberamente e con coscienza, così come avrebbe dovuto essere in precedenza, da parte di altri …

    In questo nuovo fardello a suo carico, la Signora Franzoni ha solo riferito in buona fede ciò che le risultava in merito alla denuncia fatta da lei (e che veniva richiesta anche dalla metà del Popolo Italiano, oltre che dai suoi Legali); colla speranza che finalmente si facesse luce sulla brutta morte del piccolo Samuele; che a seguito di indagini e accertamenti complicati, farraginosi, sperimentali, costosi e fuorvianti hanno dato origine ad un elefantiaco Guazzabuglio Giudiziario, da cui la Giustizia è scappata via inorridita da tanto scempio; pertanto è bene tener presente che col processo in atto (Cogne bis), continua la terribile Anabasi di sofferenza di Annamaria Franzoni; finora e fino a prova contraria, povera Mamma sfortunata.

    Secondo il Diritto ma anche secondo l’Etica, la Logica e la Consuetudine, questa sventurata donna e la sua Famiglia, hanno bisogno con urgenza di una doverosa Revisione del processo; perchè dal primo momento è stata coinvolta in un abnorme fatto di cronaca (la cui origine è dovuta forse ad un aneurisma) in cui oltre al dolore per l’atroce perdita del Figlio, è stata condannata nella più assoluta mancanza di qualsivoglia prova, ma solo in base ad un grande Pateracchio, in cui rinomati cervelloni di varie categorie e mestieri (anche esteri) hanno dato il meglio della loro eccelsa supponenza, innalzandole così la Croce sulla quale scellerati Pennivendoli e briganteschi comportamenti di infimi Legulei l’hanno turpemente inchiodata.

    Pertanto, oltre allo sperpero di faraoniche cifre si è giunti ad una sentenza basata solo su cervellotiche arzigogolazioni, che se e quando verranno esaminate dalla Suprema Corte di Giustizia Internazionale, quasi certamente ci sarà un’altra tirata di orecchie al nostro Paese; oltre alla solita pesantissima sanzione pecuniaria che immiserirà ulteriormente questo Sventurato Popolo; al quale resta solo la speranza che il Governo possa riuscire a varare al più presto la Riforma di questa vergognosa magistratura, che continuamente da prova di essere poco Giudiziaria, ma molto Politica.

  • Katanga

    31 lug 2010 - 15:25 - #7
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    Ma che uomo misterioso! Ma siete mai stati a Cogne? Io ci vado in vacanza da 25 anni ed è un paese dove tutti sanno tutto di tutti; figuriamoci a Montroz che è una sua frazione, quattro case in croce.
    Montroz è posta più in alto di Cogne e ad essa è collegata tramite una strada a tornanti. Non ci passi per caso. A Montroz ci devi arrivare volontariamente.
    E in un paese dove non puoi fare mezzo passo senza essere notato e senza che cinque minuti dopo lo sappiano tutti (figuriamoci a gennaio, quando poi è abitato solo dai residenti), un estraneo arriva da quell’unica strada, in auto o a piedi in mezzo alla neve, parcheggia, entra in casa e ammazza il bambino scappando via senza essere notato?
    Ma scusate, state qui a disquisire sulla mancanza di sangue sui capelli della Franzoni e poi non notate strano che manchino segni di gocciolamento sul pavimento o all’esterno della casa? Se era un estraneo che è fuggito avrebbero dovuto esserci, no? Tanto più che c’era la neve….
    Se un intruso fosse entrato in casa dei Lorenzi l’avrebbero beccato all’istante. Chiunque conosca Cogne per davvero (e non per averne letto sui giornali) sa che NESSUN ESTRANEO può aver ucciso il bambino. Questo è l’ennesimo libro che propone la solita tesi sensazionalistica al solo scopo di incuriosire, vendere tante copie e far soldi.

  • aztla

    03 lug 2011 - 20:15 - #8
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    “annamaria franzoni è innocente.
    non aveva tracce di sangue nei capelli. impossibile per l’assassino/a di samuele non essersi sporcato i capelli di sangue. bene, l’accusa ha risolto dicendo che anna franzoni si è lavata ed asciugata i capelli in 8 (otto) minuti. se ce l’ha fatta, mi dica come per favore.”

    Indossava ancora il cappuccio che le ricopriva il capo? Come molti Montanari usano fare la mattina presto? e poi perchè deve averlo per forza ucciso prima di accompagnare l’altro figlio? potrebbe averlo ucciso appena tornata a casa O_O tanto si tratta di munit… cosa ci vuole ad uccidere un bimbo innocente che ama la propria mamma e di cui si fida? ricordiamo che il bambino quando è stato ucciso non ha tentato di scappare all’aggressore come se lo conoscesse , aveva solamente la manina alzata per proteggersi quando l’aggressione si è fatta evidente… poveraccio -.- E poi scusate questa entra in casa dice che il piumone copriva il figlio e lei pensava stesse giocando.. cioè tutti han visto il sangue skizzato sulle mura dai… questa se nno è stata lei comq sia viveva nel mondo incantato di alice scusate eh… finchè se scherza….

  • aztla

    03 lug 2011 - 20:25 - #9
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    “opo vari lavaggi e tinteggiature per cancellare qualche goccia di sangue, addirittura dopo decenni e invece in questo caso non si è trovato assolutamente NIENTE, neanche nelle condutture della casa e altrove; malgrado ben ventisette sopralluoghi degli inquirenti.”

    Scusa ma vista l’astuzia con la quale NON hanno ritrovato una comune arma del delitto come accennato potrebbe essersi trattato di un banale mazzo di chiavi addirittura affidato a terzi senza essere sequestrate…. io debbo credere che questi qua avrebbero potuto trovare tracce di sangue nelle condutture? O_O MAI poi questa qua s’è cambiata come una media di 100 volte vai a capire i vestiti quali portava -.- non hanno sequestrato nulla! è scioccante.. come non vi fa pensare questo? cioè il bambino accertato dopo 2 minuti di parere medico… che è stato assassinato cosa fare non blokki tutte le persone dentro la casa e stai come minimo 2/3 giorni filati a fare indagini senza che le persone tokkino nulla? MINIMO! W l’italia il paese dove tutti debbono essere perbenisti dove una madre e fortunata moglie di un prode uomo con lavoro fisso e sicuro alle spalle e una villa fantastica in una delle località piu esclusive del nord non possa impazzire o soffrire di depressione come anzi come mai arriverebbe una donna in una favelas senza soldi e con 10 figli a carico? Sarebbe come affermare che lo stare bene e i soldi portassero a depressione e a follia… sarebbe come dire a tutti gli italiani : hey basta lavorare 10 ore al giorno per la casa perchè la casa non vi assicura felicità , basta pagare il mutuo , accontentatevi degli affetti e delle cose reali tangibili? ma stiamo scherzando? viviamo nel luogo piu falzo al mondo… figuriamoci anzi
    benvengano per lo stato italiano altre franzoni… cosi se domani tokka a qualcun altra bella brava perfetta signora dai perfetti capelli di uccidere ops…. puo capitare… non fa nulla… the show must go ON

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