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I corvi e i campi di grano, di Maria Galella

Pubblicato: 03 mag 2008 da dario

I corvi e i campi di grano è una raccolta di racconti horror di Maria Galella, artista proveniente dalla tristemente celebre Gravina di Puglia.

Qualcuno si è lamentato dello stile piatto di questi quattordici racconti. Ma se si vuole trovare un limite al testo, per me bisogna cercare proprio nella direzione opposta. Forse c’è troppo come, e troppo poco cosa.

Infatti I corvi e i campi di grano contiene più che altro suggestioni, cioè ritratti letterari di determinati status fisico-emotivi. Ad esempio, «La signora degli anfratti» è la suggestione eterna della Rupe Tarpea; «Avevano acceso un falò» è la suggestione del Natale triste, con un protagonista che, memore forse della canzone di Guccini - «come in un libro scritto male, lui s’era ucciso per Natale» - desiste dall’insano proposito; «Cuccioli» è la suggestione della licantropia minorile, col consueto, probabile sottotesto sessuale; etc.

Ma in questa collana di atmosfere inquietanti ben tratteggiate - e in quanto tali, appunto, inquietanti - probabilmente c’è poco spazio per la narrazione; quell’ancestrale pratica umana che consiste nel mostrare la “ricerca” di qualcosa da parte di qualcuno, intralciata da complicazioni successive.

Alcuni racconti fanno eccezione. Uno su tutti: «Milica», una storia di fantasmi molto classica ma che strizza l’occhio all’horror orientale. In queste occasioni la Galella dimostra una vena più propriamente narrativa, o classica, se vogliamo. Una capacità di inventare storie, oltre che scenari materiali ed emotivi.

In definitiva è un buon esordio. Un’opera preparatoria di un’autrice che può scatenare una grande forza visionaria. A patto però che decida di creare dei personaggi e metterli alla prova di forze antagoniste. In altre parole: di narrare storie.

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2 commenti

Commenti dei lettori

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  • GiuliaS83

    03 mag 2008 - 10:17 - #1
    0 punti
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    Una lettura interessante, è diversa dalla mia, ma ha ugualmente buoni spunti.
    Nella mia recensione, non ho considerato negativamente la preferenza per le atmosfere rispetto agli intrecci, perchè l’opera e i racconti stessi sono molto brevi e la cosa non pesa più di tanto rispetto ad altri elementi, almeno secondo me. Grazie per aver letto la recensione (anche se non mi sono “lamentata” :-P !)
    ciao :-))

  • maria g.

    16 mag 2008 - 18:42 - #2
    0 punti
    Up Down

    Ho trovato questa recensione solo ora. Vorrei ringraziare per la disponibilità e l’attenzione dedicatami. Sicuramente questo parere mi è prezioso, anche perché attualmente mi sto muovendo in direzione di una maggiore narratività, e nella critica trovo un motivo in più per mettermi in dicussione, ma anche un incoraggamento.
    Un saluto.
    m.g.

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