Italian cowboys, di Davide Lisino

C’è da piegarsi in due dalle risate con Italian cowboys di Davide Lisino, terzo titolo della collana Quindicilibri di Fandango, diretta da Alessandro Baricco e Dario Voltolini.

«Più che un western è un northern» in questa divertente frase della quarta di copertina, c’è buona parte del romanzo, infatti si tratta di una detective story ambientata tra Torino e la Valle d’Aosta.

Il detective in questione è Sergio Ventura: un po’ sfigato, a dire la verità, la moglie lo ha lasciato, il suo socio preferisce abbandonare l’agenzia investigativa per indossare la divisa di vigile urbano, la sua nuova ragazza lo lascia per l’insegnante di danza maori, «Tu non fai danza maori». «Invece sì. L’ho cominciata lunedì». «Lunedì? Di quale settimana?». «Questa». «Santo Dio, Daniela, oggi è giovedì».

Ma qualche giorno prima di essere scaricato da Daniela, i due vanno a cena fuori (paga lei, naturalmente) e Ventura rimane a dormire da lei. Sì, ma non tutta la notte, giusto il tempo di riprendersi poiché i figli di Daniela lo odiano. Risultato: in piena notte viene scaraventato furori dal letto e dalla casa della morosa, si fa per dire.

Sta dirigendosi verso la macchina quando, poco lontano, sente le urla di qualcuno che sta subendo un’aggressione. Ventura non può non intervenire. Vola qualche cazzotto e i due aggressori si ritrovano a terra. Tutto sommato, Ventura è un buon picchiatore.

L’uomo aggredito per sdebitarsi gli offre qualcosa da bere in un pub lì vicino. Qui, Ventura scopre che il tizio che ha appena salvato, oltre a essere cintura nera di karate, è anche uno dei più affermati attori porno, Giovanni Rossi alias Joe Cowboy. Solo qualche titolo: Balla con le passere, Ammucchiata selvaggia, Fava Letale. È molto più famoso di quanto Ventura possa immaginare, e avrà modo di rendersene conto.

Un paio di settimane dopo Joe si presenta all’agenzia investigativa Ventura per ingaggiarlo. Joe subisce minacce da un bel pezzo e ha paura per la sua incolumità. Ora, Ventura non è che fosse proprio contento di accettare questo lavoro, ma 450 euro al giorno più le spese sono un buon motivo per accettare. Specie se uno è in bolletta.

Bene, questo lavoro di protezione porteranno i nostri protagonisti in un cottage di proprietà dello stesso Joe Cowboy, in Val d’Aosta. E qua la storia si complica fino all’inverosimile: morti dappertutto, inseguimenti, traffici di droga e infine ci si metterà anche la ‘ndrangheta a rendere burrascoso il loro soggiorno.

Insomma, molta, molta azione. Una lettura godibile ed estremamente divertente con battute a raffica. Un personaggio pulp, sì, ma molto italiano. Una scrittura filmica, direi, che strizza l'occhio all'hard-boiled e ci porta di peso in una Val d'Aosta che, prima di questo libro, nel mio immaginario, avrei certo definito Paradiso ad alta quota.

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