Un delizioso trattatello edito da Castelvecchi e risalente al ‘700, che tutti coloro che fanno un lavoro legato alla comunicazione (e qualche politico) dovrebbero leggere.
Perché le parole, se ne dici troppe, ti dominano: sembrano essere loro le tue padrone, e non il contrario. Senza considerare che, continua l’Abate, chi sta spesso in silenzio si guadagna quasi sempre la fama di uomo saggio.
Saper tacere dà poi il giusto valore alle cose che si dicono. Sempre ricordando che “Si deve smettere di tacere solo quando si abbia qualche cosa da dire che valga più del silenzio”.
simone_piazzesi
24 apr 2008 - 09:11 - #1che bello… non è un caso che il poeta Roberto Carifi consideri solitudine e silenzio le condizioni essenziali per poter “sentire” la poesia nascere dentro.
Le parole in effetti sono un’arma, andrebbero usate solo se le si conoscono molto bene