“Sentirsi come a un matrimonio in infradito”. Una metafora perfetta di quella sottile sensazione di non avere i panni giusti per la propria età.
Lo smilzo romanzo di Maura Cannaviello racconta proprio questo: l’essere arrivati a trent’anni o giù di lì e non sapere che verso dare alla propria vita.
Come la domenica mattina, con le occhiaie e i capelli sporchi per la festa assurda della sera prima nella tua stanza in affitto. Come il tuo ragazzo, che sta attaccato al pc tipo flebo, e di futuro non ne vuole sapere.
Come quando vai insieme agli amici al matrimonio di un coetaneo e alla cerimonia arrivi completamente bevuto e ti assale all’improvviso, come un conato di vomito, la verità. E mentre la crisi che arriva ti sembra una liberazione, impari a salvarti la vita da solo.
Bel romanzo, intenso anche se brevissimo. Sembra già una sceneggiatura.
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