Lo sapevate che Martin Creed vinse a Londra il Turner Prize, “premio dei premi dell’arte, accendendo e spengendo le luci della stanza che il museo gli aveva destinato”?
O che c’è un pittore, Robert Ryman, che “dipinge da anni le sue tele interamente di bianco” ed è considerato unanimemente un quotato artista?
Se siete di quelli che a sentire le performance dell’arte contemporanea “vi viene da ridere”, leggete questo gustosissimo libro di Francesco Bonami, il dissacrante curatore del museo d’Arte Contemporanea di Chicago e articolista, fra gli altri, di “Vanity Fair”.
Bonami, nel suo “Lo potevo fare anch’io!” (Mondadori) vi spiega con tanta (auto)ironia perchè quelle che a noi profani sembrano delle “trovate” sono considerate delle opere d’arte.
Partendo da quel “ciarlatano” di Warhol, dagli sgocciolamenti di Pollock, fino a emozionarci con la storia di Haring, a spiegarci il mistero delle pennellate di Lucien Freud, agli squali di Damien Hirst e ai bambini impiccati di Cattelan, Bonami riesce quasi a convincerci, che “l’arte” non è solo tecnica, ma è “idea”, che ci aiuta a guardare diversamente il mondo.
lascoltodelvenerdi
10 apr 2008 - 09:00 - #1“…Bonami riesce quasi a convincerci, che “l’arte” non è solo tecnica, ma è “idea”…”
Scusate, ma credo che non si può avere arte senza una Idea.
Nel mio piccolo ho la seguenti: andare a Gaza e farmi fotografare in mezzo a due persone, un palestinese e un israeliano (o magari uno di Hamas e o una di al-Fatah) mentre reggo un cartello con scritto:
“Wellcome to Gaza. Now with 15% more Peace!”
Che ne dite?
Potrebbe essere vista come arte concettuale? ^_^
lascoltodelvenerdi
10 apr 2008 - 09:01 - #2“…Bonami riesce quasi a convincerci, che “l’arte” non è solo tecnica, ma è “idea”…”
Scusate, ma credo che non si può avere arte senza una Idea.
Nel mio piccolo ho la seguenti: andare a Gaza e farmi fotografare in mezzo a due persone, un palestinese e un israeliano (o magari uno di Hamas e o una di al-Fatah) mentre reggo un cartello con scritto:
“Wellcome to Gaza. Now with 15% more Peace!”
Che ne dite?
Potrebbe essere vista come arte concettuale? ^_^
lascoltodelvenerdi
10 apr 2008 - 09:02 - #3Scusate doppio post! mi era caduta la connessione! :( :(
DaniB
10 apr 2008 - 09:46 - #4personalmente ritengo che ci siano idee geniali ed arte. esempio, un’idea geniale è mettere un cartello in mezzo ad un parco perchè si è perso il proprio piccione “cerco piccione grigio, non ha segni di riconoscimento, non risponde a nessun nome” fatto da un artista svedese, ma l’arte vera e propria è una cosa diversa….
Marcco
10 apr 2008 - 11:50 - #5Bel libro secondo me che può far intraprendere un percorso di conoscenza all’arte contemporanea, secondo me l’idea di un arte di concetto è affascinante e allo stesso modo la potremmo considerare simile a quella della manualità per l’arte più antica. Nel passato l’abilità consisteva nel disegno e nelle cose annesse, oggi consiste secondo cogliere una situazione che tutti in teoria potrebbero cogliere ma che solo pochi ci riescono. La nascita della pop Art ci insegna proprio questo.
miticotetta
10 apr 2008 - 17:53 - #6ma nel libro ci sono anche le foto delle opere citate o è rivolto al classico pubblico “di nicchia”?
Sara - Booksblog
11 apr 2008 - 11:18 - #7guarda non è assolutamente un libro per un pubblico di nicchia, a me ha fatto fare tante risate sotto i baffi, e ogni capitoletto dura 3 pagine: asciutto e molto molto ironico con un linguaggio davvero giovane.
Peschina
13 apr 2008 - 10:42 - #8Dopo aver visitato, tra gli altri, la Tate Modern di Londra e il Guggenheim di New York mi viene voglia di comprare subito questo libro; adesso esco e corro in libreria!
Keith
17 apr 2008 - 20:04 - #9Questo libro è molto interessante e spiega il mondo dell’arte moderna. Il titolo non è serio, ma una frase che l’autore sente tutto il tempo al suo museo a Chicago. Il titolo di questo libro sta ad indicare che l’arte moderna è più intricata e complessa di quanto sembrerebbe.
Ernesto Solari
25 set 2008 - 15:00 - #10Condivido l’idea della mostra Italics di Bonami e molte delle scelte da lui effettuate con le quali ha inteso contestare un’arte mercificata e falsata dalle scelte di molti critici e galleristi che hanno messo spesso in disparte il meglio dell’arte esistente in Italia privilegiando buffonate e pagliacciate che il mondo non ha mostrato di gradire facendo regredire il paese dell’arte agli ultimi posti europei e mondiali. La colpa, le colpe sono tutte loro, dei critici e dei galleristi che non hanno certamente fatto l’interesse del loro paese ma solo quello del loro portafoglio. Basta con questa forma di prostituzione e a tale proposito ho pensato di scrivere un manifesto per la resurrezione dell’arte e sopratutto della creatività che sta anch’essa morendo e il mondo della scuola italiana, denigrata anch’essa e collocata agli ultimi posti della graduatoria europea e mondiale, ne sono una conseguenza attesa.
Per vedere e/o aderire al manifesto teorico dell RESURRECTION ART visitare il sito www.museosolari.com
Dario Lodi
11 ott 2008 - 22:45 - #11Bonami è brillante ed intelligente, ma non parla minimamente delle cause storiche dell’arte moderna. Dimentica il passaggio fra linguaggio oggettivo dell’arte classica e linguaggio soggettivo della contemporaneità.
L’uomo, con la rivoluzione industriale, ha voluto trasformarsi in protagonista assoluto della realtà, giustificando, in arte, qualunque sua iniziativa, sacralizzandola. In certo qual modo ha preso per buono l’insegnamento dadaista (peraltro involontario in quanto legato alla distruzione dell’arte classica, fenomeno che il Dada ha creato con alto spirito goliardico) secondo il quale tutto è arte (ma se tutto è arte, nulla è arte, quindi fine, appunto, dell’arte stessa).
Senza un sottofondo storico, la disamina di Bonami rischia seriamente il vaniloquio: la sovrastruttura verbale, in linea con il protagonismo assoluto sognato dall’uomo moderno con una presunzione ormai intollerabile, non spiega affatto, crea un’illusione per cui la minima “furbata” diventa legittimamente arte. Concludo: vorrei ricordare che l’arte è una cosa serissima, non è una baggianata, non va trattata con semplicismo e supponenza. L’arte sublima ciò che si vede e si sente, non premia umori passeggeri.
Morale: Bonami ha scritto un libro (ottima scrittura) dannoso, scolastico, perchè non fa riflettere, perchè è superficiale, prono al semplice sistema commerciale.
Cordialità, Dario Lodi
auronda
10 nov 2008 - 03:02 - #12bonami è sempre pronto e prono al semplice sistema commerciale.
DS8
15 dic 2008 - 19:50 - #13Bè conoscendo la storia dell’arte ed essendo un artista realista vi posso invece dire che è proprio così ormai tutti possono fare tutto ed essere decretati grandi artisti da critici che non hanno mai impugnato una matita o un pennello invec e che da chi conosce davvero l’impegno che ci vuole per raggiungere certi livelli. Purtroppo siamo nell’era della devoluzione spirituale ed artistica redetevene conto.
Giuliano Fanelli
22 ago 2009 - 19:01 - #14Che scoperta: nell’arte contemporanea ci sono un sacco di schifezze e di marpioni! E’ molto facile individuare i cattivi artisti. Quello che è difficle è individuare i veri artisti e soprattutto quelli che possono rinnovare il linguaggio dell’arte; chi propone Bonami, Annigoni? Non è male come pittore, ma vi immaginate se tutti dipingessero come Annigoni?
Vincenzo Rea
10 dic 2009 - 20:44 - #15Caro Professore ,ho appena finito di leggere il suo libro “Lo potevo fare anch’io” e ho pensato che non avrei potuto trovare miglior interlocutore per l’ennesima “ciarlatanata” da denunciare.
Vivo a Napoli ,dove svolgo la mia attivita’ di pittore. Questo per rendere piu’comprensibile la mia passione espositiva nella questione. In questa citta’ viene annunciato per sabato prossimo l’apertura di una mostra dal titolo “Barock” (spiego ,per non affaticarla molto che vorrebbe essere una libera fusione tra Barocco e Rock che secondo le ultime accezioni accreditate dovrebbe essere il contrario del Barocco Lento ,ma questa è un’altra storia).E’ appena il caso di precisare che tale evento si verifica (quando si dice il caso) in concomitanza con la campagna turistico-culturale proposta dalla Regione sul Barocco Napoletano.E fin qui non ci sarebbero grandi perplessita’; celebriamo un fatto di cultura importante , si da’ ampio spazio a quello e a quelli che di questo tema ne rappresentano i riferimenti essenziali. Tutto normale, ma in un altro contesto ,
Questa è la citta’ che ha da tempo consacrato i suoi spazi culturali sugli altari dell’arte contemporanea piu’ all’avanguardia, dedicandogli due istituzioni come il Madre e il PAN (per dire le principali) di esclusiva pertinenza di tali forme espressive. Ed è proprio in una di queste sedi che si vuole celebrere l’evento in questione . Bene! Ma è proprio qui che ci assale lo sconcerto piu’ atroce , di fronte alla trasfigurazione posticcia del Contemporaneo “barocchizzato”. Il molto discusso curatore della Mostra Eduardo Cycelin, nonche’ direttore del Madre,dall’alto della sua effige corredata di sorriso manageriale nel paginone centrale dei quotidiani, dopo aver riempito l’intera struttura a lui affidata di Squali in formaldeide ,di pupazzi Cattelaniani ,di bruciacchiature made Kounellis e via così…. ci rassicura inequivocabilmente: “Cio’ che accomuna i grandi Maestri del 600 agli artisti presenti in questa mostra è il fatto che tutti operano attraverso immagini che puntano a colpire i sensi” . Ma questa è l’essenza stessa della funzione dell’Arte ! E’ inqualificabile usare questi sofismi demagogici all’unico scopo di confezionare e imbellettare di proposito un evento. Com’è altrettanto inqualificabile espandere ulteriore confusione e caos dagli stessi burocrati dell’arte ingenerati. Com’è stato inqualificabile qualche mese fa associare cinicamente Piedigrotta al…Futurismo! (sol perche’ se ne’ celebrava in quel mentre il centenario!) Viene naturale ricordare il grande Dudu’(Manfredi) in “Operazione San Gennaro” : Quante casse abbiamo fatto di questo Wiscky? – cento! - Me ne servono quattrocento,…ho preso un impegno!” E quello poteva diventare Brandy, Rhum, o qualcosa d’altro, alla bisogna!
Queste sono le anomali tutte partenopee ,incomprensibile in altri luoghi. Qui ,da sempre, tutto va inteso secondo la sua adattabilita’ ,come convivenza promiscua completa delle sue giustificazioni.Tutto si tiene, specialmente nell’esercizio di un attivismo spumeggiante dagli esiti incomprensibili ma dissipatori.
La domanda è : Ma almeno nel nobile campo dellArte , tutto questo è lecito , è consentito , si puo?
Rispettosamente, Vincenzo Rea .