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Spazio ai giovani a Las Vegas edizioni

Pubblicato: 04 apr 2008 da Manila Benedetto

Abbiamo segnalato qualche tempo fa l’originale iniziativa della casa editrice Las Vegas dedicata ai blogger. Abbiamo voluto intervistare il direttore editoriale Andrea Malabaila per conoscere un po’ questa nuova casa editrice dalle grandi prospettive.

Las Vegas. Colori accattivanti e nome che è tutto un dire. Come nasce la casa editrice?
Las Vegas edizioni è stata concepita un anno fa, è nata nel settembre scorso e a gennaio di quest’anno ha fatto i suoi primi figli - un parto trigemellare. L’idea non era solamente di fondare una casa editrice in mezzo ad altre millemila, ma anche di creare un punto di riferimento e di aggregazione per i giovani talenti sparsi per la Penisola. Mi sembra che, in questo senso, qualcosa si stia già muovendo.

Appena nata la casa editrice ha puntato subito su nomi giovanissimi (Candida, Clesis), piuttosto che su grandi firme note. Spazio ai giovani, finalmente?
Anche se ci diamo un’immagine molto “gggiovane”, in realtà siamo piuttosto lontani dalle mode - ecco, se c’è una parola che personalmente odio, nell’editoria, è “moda” - e ci basiamo unicamente sulla qualità dei testi. Questo anche a costo di pubblicare storie piuttosto diverse tra di loro. Pure nell’antologia “Viva Las Vegas”, che ha segnato il nostro esordio, ho puntato sull’eterogeneità piuttosto che sull’omogeneità a rischio omologazione. Per quanto riguarda i nostri autori presenti e futuri, finora sono tutti giovani ma quello che mi piace è che sono per metà già pubblicati (Candida, Mascheroni, Mercadante, Clesis) e per metà esordienti (Belial, Meli, Vecchiotti, quest’ultimo in realtà già visto in un’antologia Mondadori): credo che un bravo editore debba sia lanciare nomi nuovi sia non abbandonare chi ha già esordito (paradossalmente, oggi sembra più complicato pubblicare il secondo romanzo che il primo).

Un concorso per pubblicare i bloggers. Una moda, uno strumento di marketing o veramente credete nella potenzialità dei blog?
L’ideatore di questo gioco/concorso è Enrico Piscitelli e secondo me ha avuto un’intuizione geniale, perché sfrutta appieno le potenzialità della Rete: sia a nostro favore (tramite marketing “virale” che ci permette di farci conoscere da più persone) sia soprattutto a favore dei tantissimi blogger-aspiranti-scrittori che sperano di poter uscire dalla propria tana virtuale, spesso conosciuta da un numero ristretto di lettori. E siccome nessun editore può permettersi di scandagliare la Rete, questo concorso potrebbe mettere in luce dei talenti nascosti. Non solo: l’idea stessa di creare un’antologia in maniera così trasparente, la differenzierà da tutte le altre in commercio e costruite inevitabilmente “dall’alto”.

Progetti futuri per una piccola casa editrice in un mondo di “grandi squali”?
Pubblicare bei libri. E’ l’unica cosa, in mancanza di forti disponibilità economiche, che può fare la differenza. Certo, ci vuole tempo perché bisogna superare la diffidenza di molti, a cominciare dai librai che ogni giorno sono invasi da nuove proposte.

Cosa può cambiare le sorti dell’editoria italiana?
Pubblicare meno libri. Più libri escono e più la gente si rivolgerà ai soliti quattro-cinque noti. Un primo passo sarebbe quello di ribellarsi agli “stampatori” che si spacciano per editori e ti pubblicano qualsiasi cosa, purché tu sia disposto ad aprire il portafoglio. Ho letto sul sito di uno di questi tizi una frase molto inquietante: “Se hai scritto un libro è giusto che tu lo pubblichi”. Senza selezione non esiste più nessun motivo di volersi migliorare. L’idea che ci si possa accontentare della mediocrità svilisce il lavoro di chi cerca di fare questo lavoro seriamente. Pubblicare a pagamento finisce per screditare tutto il sistema.

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