La cura dell'acqua: Percival Everett è un genio

Solo qualche giorno fa avevo anticipato l'uscita del nuovo romanzo di Everett, La cura dell'acqua: non l'avevo ancora tra le mani e già stavo fremendo: appena ho cominciato a leggerlo, è iniziato quel lucido delirio che sempre accompagna le pagine dello scrittore americano. La cura dell'acqua è un libro da leggere assolutamente. Provo a spiegarvi perché.

Prima di tutto perché è scritto benissimo: Everett piega il linguaggio come più gli aggrada, lo usa e lo manipola a suo piacimento, secondo le sue intenzioni, i suoi gusti, la sua voglia di giocare. Il risultato è un romanzo fatto di frammenti che spiazzano sempre il lettore, che lo portano sempre un po' più in là, giocando su significati e significanti, trabocchetti e indovinelli.

Seconda ragione: ci racconta molto di noi e delle società in cui viviamo, attraverso il racconto di Ishmael Kidder, il protagonista, scrittore di romanzi rosa sotto pseudonimo a cui è stata uccisa la figlia di undici anni. Everett ci fa entrare nella sua testa, ci fa ascoltare gli sfoghi rabbiosi contro il governo degli Stati Uniti, un paese di cui il protagonista - e, con lui, lo scrittore - si vergogna ma che in qualche modo imita nella sua sete di vendetta e di giustizia cercata al di fuori delle regole della democrazia.

Un romanzo che parla di tortura e di dolore, di perdita e di solitudine e che ci lascia pieni di dubbi e domande, che gli stranianti dialoghi filosofici presenti qua e là nel testo non contribuiscono a risolvere, anzi. Un libro che non ci lascia in pace, scomodo, ma anche capace di farci ridere a crepapelle (o a crepapancia, come direbbe lo stesso Everett) tra visioni e ammiccamenti al lettore. Assolutamente imperdibile.

La cura dell'acqua
Percival Everett
Nutrimenti
p. 194, 15 euro

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