“…me o i suoi fratelli…era come se le uniche persone che davvero gli volevano bene dovessero espiare la colpa di farlo. Doppiamente colpevoli se lui le ricambiava”
E’ una bellissima storia d’amore l’ultimo libro di Chiara Gamberale. Vista la bravura della scrittrice ad affrontare temi difficili (ricordate ad esempio la sua “Vita sottile”?) dalla trama era plausibile aspettarsi, questa volta, una storia incentrata sulla “dipendenza affettiva” dei protagonisti, un dolente racconto di una precarietà sentimentale che mette in crisi anche le storie d’amore più belle.
Il libro è ANCHE questo, ma è soprattutto, secondo me, una bellissima storia d’amore “a una voce sola”, narrata da una donna, una conduttrice radiofonica esperta di disastri sentimentali, che ama il suo uomo. Un uomo che, nei suoi giorni più sereni, la ama come ogni donna merita di essere amata.
Dichiarandole ad esempio di non vedere l’ora di “annoiarsi con lei”, regalandole un cane bellissimo da crescere insieme, con il sesso fatto ridendo, anche quando ne fai talmente tanto che devi metterti una pomata per il bruciore, ma intanto ti viene da ridere e ricominci a farlo.
Uno che, a Roma, la porta alle Mura Aureliane e le dice che “la bellezza di questo posto è proprio nel suo essere involontari…i romani volevano solo fare in fretta a mettere un mattore sopra l’altro. Mica volevano costruire un’opera d’arte. E invece eccola qui”. Come una storia d’amore “involontaria” costruita giorno per giorno senza volerlo, che diventa vera e reale più di una pianificata a tavolino.
Ma Lorenzo è anche uno che fa di tutto per non legarsi a Lidia, combattendo il loro amore come un tumore da annientare con quotidiane negatività di pensiero e azione. E Lidia, giorno dopo giorno, vede lucidamente tutte le sue fragilità, i suoi tradimenti, le frasi violente dette e non pensate per paura, pura paura. Lidia vede la sua “zona cieca”, ovvero quello che Lorenzo non riesce a vedere di se stesso. E che gli sarà svelato, alla fine, da un misterioso straniero che inizia a scrivergli mail come se lo conoscesse.
Come finisce un amore del genere? Ovviamente non ve lo svelo, lasciandovi la sensazione che a me è rimasta a fine lettura: che amando si inizia ad avere una nuova intelligenza delle cose e delle persone. Che riesce a cambiarci reciprocamente, nonostante noi stessi.
Valeromana
31 mar 2008 - 14:08 - #1Grande Sara! hai colto alcuni aspetti del libro ai quali non avevo pensato…riportando anche frasi molto belle. Consiglio a tutti questo libro, in particolare a tutte le donne tutte e a tutti gli uomini… solo quelli intelligenti!
mattia e le nuvole
18 apr 2008 - 17:21 - #2Condivido fino in fondo le tue riflessioni su questo splendido romanzo. Davvero un colpo al cuore. Raffinato ed elegante, ma anche brillante e ironico. Profondo nel raccontare la forza distruttiva e disarmante di un Amore che è Vita, è Conoscenza, è Guarigione. Lidia e Lorenzo. Due anime ferite che, proprio per questo, ora, possono guarirsi a vicenda. Solo che Lorenzo è troppo preso da se stesso per accorgersene e Lidia è troppo presa da Lorenzo per rendersi conto di quanto la distratta casualità degli eventi è più forte di qualsiasi intenzionalità. Accanto a loro, un coro sorprendente di personaggi fa da sfondo e puntualizza, a più voci, il crescendo e le infinite discese e di nuovo il crescendo di una relazione singolare ed universale ad un tempo. Una splendida prova d’autrice per Chiara Gamberale. Non riesco a non suggerirlo a chiunque mi capiti. E’ davvero un peccato non leggerlo.