"Le giornate bianche": storie paranormali da Caronia

Le giornate bianche di Adriano Angelini è un buon romanzo, ispirato ai misteri di Canneto di Caronia (ME) - qui ribattezzato Lenizzi.

Il paranormale è visto attraverso gli occhi dei ragazzini. Come in Stephen King. Ma anche come nella canzone Il mio amico di Tricarico, dell'ultimo album Giglio: la storia è uguale. Non sarà originalissimo, ma nulla si crea e nulla si distrugge: tutto si rielabora.

C'è molto paranormale al fuoco. Forse troppo. La pista ufologica non è sposata in toto dall'autore, come suggerirebbe la quarta di copertina. Ma nemmeno quella "scientista" legata all'elettromagnetismo. Non si fanno nemmeno ipotesi verosimili, per la verità. Semplicemente si vaga con la fantasia.

Volendo trovare difetti, com'è giusto che sia, diciamo che Angelini avrebbe dovuto attenersi di più alla regola show don't tell. Così com'è, Le giornate bianche ha più che altro un sapore da fiction RAI.

Ma pazienza: vuol dire che è in linea con la cifra artistico-stilistica dell'odierna cultura di massa italiana. Comunque è godibile, e questo l'importante. Quando picchia sulle emozioni basilari, come nel finale, riesce anche a sfiorare il traguardo della commozione. Vale la pena.

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