C’è un uomo che vive da qualche parte, in Italia, senza rivelare a nessuno il suo nome. Passa le sue giornate seduto dietro le persiane semichiuse, fissando una vita che non gli appartiene più.
I suoi figli gli hanno chiesto di non disturbarli più, e sua moglie ha chiesto la separazione da molto tempo. Non gli hanno perdonato di aver dovuto cambiare anche i propri nomi, per colpa sua.
L’unica colpa di quest’uomo è in realtà quella di essere stato uno dei primi “testimoni” di un delitto di mafia. Di aver raccontato di aver visto un mafioso sparare a un uomo, a bruciapelo, proprio davanti ai suoi occhi.
Si tratta di Mario Nero, foggiano, che a 28 anni, nel 1992, senza esitazione va a raccontare ai carabinieri di aver visto negli occhi l’omicida di un imprenditore, Giuseppe Panunzio, ucciso per essersi ribellato al racket della Sacra Corona Unita.
Da quel momento inizia per lui un vero calvario, raccontato settimana dopo settimana dal bel libro-intervista “Il testimone” (Aliberti editore) che dovrebbe diventare un manifesto di coscienza civile da far leggere in tutte le scuole.
Perchè parla di come Mario, per quel suo atto di non-omertà, abbia dovuto vivere poi solo come un cane, senza poter rivelare il suo nome a nessuno, e per mesi e mesi senza una lira: lo Stato decide infatti a un certo punto di revocargli il sussidio.
Lui, che non ha documenti e non può lavorare, va in giro a chiedere il “secchio” degli avanzi ai ristoranti delle città dove soggiorna. “Sono per i miei cani”, dice agli sguatteri. E invece con quel “secchio” è costretto a sfamare una famiglia.
La moglie e i due figli piccoli subiscono infatti come lui questa situazione (il figlio più grande tenterà anche, poco più che preadolescente, il suicidio): niente amici, feste e ricorrenze passati da soli in casa (nessuno deve sapere il tuo nome: e come fai a crearti degli amici), impossibilità di tornare al paese e tantomeno di sentire i parenti o partecipare ai funerali dei genitori.
Il tutto complicato da difficoltà economiche quando lo Stato taglia il sussidio, e a Mario viene anche una psoriasi nervosa. Poi, la ribellione, le urla, l’esasperazione di Mario vengono fuori, e il suo caso viene all’orecchio di ,alcuni parlamentari di destra e del giornalista Mario Travaglio, arriva finalmente il sussidio, la casa, la visibilità.
Il tutto, ed è una cosa che a Nero brucia davvero, quando invece il sistema di sussidio statale per i pentiti prevede che essi vivano una vita molto più agevolata.
“…contrariamente a quanto possa sembrare, questo scritto però non è, e non vuole essere, un incentivo affinchè la gente continui a girarsi dall’altra parte…ma esattamente il contrario: (…) affinchè queandto accaduto non abbia mai più a ripetersi e testimoniare possa diventare una cosa normale”.
Gino ex client Mediolanum
25 feb 2009 - 01:13 - #1Mi sento davvero afflitto, sconcertato, scioccato, terrorizzato, impaurito al massimo. Ansiosissimo, direi angosciatissimo. Perche’ tutto questo? Semplice. Ieri ho scritto al blog di quell rinoceronte allupato di Paolo Barrai, blog in questione:
ilpunto-
borsainvestimenti.blogspot.com.
Ho nell’occasione aperto il mio cuore, tirato fuori tutto quello che di devastantissimo sentivo dentro, e che mi son beccato? Una odiosissima porta in faccia, seguita da una specie di, davvero odiosa, umiliazione pubblica sul suo stesso sito. Crudelissimo, direi quasi neonazista Paolo Barrai di Mercato Libero, mi sei sembrato uno senza cuore davvero,, scusa lo sfogo, ma e’ cosi’. Con amarezza, si fatto, mi costringi e esprimere che forse ora capisco perche’ quelli di Beppe Grillo scrivono tutti malissimo di te. Perche’ dicono che sei stato mandato via da Citibank in malo modo. Che hai un passato nefasto, da brividi, da finanza alla Madoff, Lehman bts, Gianpiero Fiorani, Calisto Tanzi, Michele Sindona, Roberto Calvi o cose del genere. Francamente mi sembrano paragoni non poco esagerati, non arriverei a tanto, io, nel giudicarti, pero’ lascia che te lo dica:.eri il mio idolo ma ora mi hai spaccato l’anima,, davvero, completamente. Detto questo, voglio continuare a essere sicero, ancora un po’ mi attizzi professionalmente, non lo nego, mi attrae il tuo essere “Paolo Barrai lo squalo killer di estrema destra della finanza italiana, ma certo, dopo il tuo orribile sparare sulla ambulanza su cui agonizzavo, ieri…..Passiamo ora comuque ai fatti, basta tiritera, basta eleudere sminkiatamente, ecco la mia scabrosa, impaurentissima, storia recente. Sono un ex correntista di Banca Mediolanum e un ex fondatore di Forza Italia, si, fondatore, con Cirino Pomicino, Gava, Mannino, il figlio di Licio Gelli, il figlio dei Savoia, Toto’ Riina, ooops, scusate, sorvoliamo con la lista di nomi dei veri fondatori di Forza Italia e andiamo oltrei. A inzio anni 2000 son venuto a conoscere, via massone lecca ano di Berlusconi, Sandro Bondi, e massonmafioso, oops, volevo dire masson siculo, Renato Schifani, tanti altri massoni coperti e quindi, non riconosciuti, diciamo pure, parecchio lestofanti sia della Gran Loggia Unita Tradizionale coma anche della Loggia Liburnia, con sedi in tutte le cantine d’Italia, sorry, volevo dire un po’ in tutta Italia, e dove Gran Maestro, di fatto, era un altro fondatore di Forza Italia lo scaltrissimo altro massone di estremissima destra ( filondranghetara), il mafioso incravattato, Valerio Bitetto ( ex nome famoso dell’era della Milano da bere, e cio’ a cui essa segui’; ora, invece, al centro di un’indagine di Henry J Woodcock proprio per via di quello che accadeva in queste appena due citate Loggie copertissime Gran Loggia Unita Tradizionale e Loggia Liburnia). Egli, ossia il Gran Maestro “amico degli amici”, specie se mafiosi, Valerio Bitetto, mi parlo’ di grosso business che avremmo potuto fare in Russia con Marcello Dell’Utri, piu’ alcuni altri amici ( anzi, mi disse, fratelli) di Vladimir Putin e altri amici ancora ( anche qui, mi disse esatemente, fratelli) sempre del Dell’Utri stesso, questa volta campani, tali Casalesi. Ma anche qui, oooops, sorvoliamo eventuali ulteriori dettagli. se non va’ a finire come quando il nostro,altrettantoi fratelllo massone Stefano Ricucci ( di varie Loggie Berlusconiane fascistissime) aveva paura a parlare dell’altro massone mega riciclatore di danaro malavitoso, Giampietro Nattino. Al punto ora: andammo in Russia e grazie ai famosi fratelli di Vladimir Putin ( tra cui uno strano argentino tale pericolosissimo Giorgio Piccinali ex super terrorista assassino di estrema destra di Buenos Aires e, mi si disse, pure mafioso in quel della capitale argentina stessa, e parimenti anche gia’ militare pesantemente killer negli anni della dittatura dei Berlusconianissimi Videla e Massera) ci addentrammo nel business del trading di gas naturale. Un business, anzi, come dicono in Russia, un bussinessi o come dicono in Siclia un bussinessuzzeddu, tutto massonico, anzi, diciamolo pure, massonico/fascista/mafioso. Lo si poteva fare solo se si era “fratelli” aggressivissimi di Loggie filo sataniste varie. Al punto, di nuovo Abbiamo guadagnato io e lo scaltrone fascistissimo Valerio Bitetto un po’ di milioni di dollari tra il 2002 e il 2004, in questo bussinessuzzedduzzu citato. Ci pagavano pero’, stranamente, solo al nostro ritorno in Italia, esattamente in quel di Caserta, sempre presso i famosi Casalesi, e in contanti, tutto in buste di plastica della Esselunga di zona ( ci si disse in questo caso, in onore dell’altro massone nazifascistissimo fratello di tutti questi altri fratelli pure, il quasi Hitleriano, Bernardo Caprotti). Pagavano sempre questi famosi Casalesi, come dicevo, ma sempre e solo dopo aver ricevuto, essi stessi, autorizzazione, a tal pro, da Marcello Dell’Utri, a cui la poteva dare, a sua volta, in persona, solo, prima, l’altrettanto fascistissimo Giorgio Chinaglia, e prima ancora, Silvio Berlusconi, ma ooops, come gia’ sopra riportato, mi han ordinato di non scrivere nulla sullo strettissimo rapporto tra Silvio Berlusconi, Marcello Dell’Utri, satanistissimo lux de dux Giuseppe Sabato di Gran Loggia Italiana Massonica e di Banca Esperia ( banca di fatto di Berlusconi), altro fascistissimo massone corrotto da brividi, il suino acchiappa stecche a tonnellate, Stefano Preda di Banca Esperia e Gran Loggia Italiana Massonica pure. Tutto regolare, comunque, sia chiaro. Fatturavamo ai Casalesi ( esattemente a una pizzeria dal nome “O iamm bell, iamm be’’” del basso Casertino) attraverso una societa’ danese che io e ( come sempre scherzosamente chiamavo) il mafiosissimo incravattato Valerio Bitetto, avevamo costituito in Danimarca, posseduta poi da un’altra che avevamo creato in Ungheria, posseduta da un’altra che avevamo messo su a Panama, posseduta da un’altra che avevamo comprato alle Cayman, posseduta da un’altra che avevamo concretizzato in Ungheria, posseduta da un’ultima che avevamo infine in Estonia con amministratore unico il fascistissimo pazzo assoluto Ernesto Preatoni, ovviamente massonissimo anche lui, e ex socio, non per niente, dell’altrettanto massone di estrema destra, l’ingroppatore governativo di anziane pornostar tipo Ida Di Benedetto, el megapuercun Giuliano Urbani. Esatamente essi eran soci in Domina. Ci ritrovammo quindi con questo gruzzolo di milioni di euro cash che ci diedero i famosi Berlusconianissimi Casalesi in questione, che fare? Il ndranghetarello supe filo Corleoniano Valerio Bitetto, di fatto, mio kapo, sorry, mio capo, mi ordino’: “tutti in Banca Mediolanum, e’ banca fascista e massona di estremissima destra, come tutti noi, qui”. Cosi’ facemmo. Ci rapinarono, sorry, ooops, ci strozzinarono, sorry again, ci imposero una commissione del 5 per cento, che pero’ pagammo per solidarieta’ …diciamo cosi’, …filopiduista, …Berlusconiana, …via. A un certo punto ebbi delle sensazioni tetre, un po’ le stesse che hanno gli animali tutti scappanti prima di un terremoto mostruoso, era l’inzio del gennaio scorso. Andai in Banca Mediolanum per voler ritirare la mia parte ( sette milioni di euro circa). E in contanti. Sconvolti mi chiesero perche’. Dissi che ero un tipo sensitivo che sentivo catastrofi in arrivo e che volevo muovere il tutto in Svizzera. E che volevo che questo movimento Lacchiarella Canton Ticino dei miei sette milioni di euro me lo organizzassero loro. Mi risposero che il loro specialista per le fughe di capitali in Svizzera cash, era l’aggressivissimo ciellino deviatissimo Paolo Sciume’ di Banca Mediolanum, detto anche el scaicquatodo “de verdade” ( aveva una enorme passione per ballerini brasiliani, da qui, il “ de verdade”).in coppia aon un altro massone di estremissima destra, il davvero, super Mussoliniano, Giorgio Pirovano di Banca Mediolanum stessa. Parlai con loro quindi, e il banchiere preferito dei mafiosi dell’ultima generazione, Paolo Sciume’ di Banca Camorranum sorry, Mediolanum, mi porto’ presso la Banca Arner di Lugano. Vi aprii un conto, ovviamente cifrato. Il banchiere cosi’ nickato da tutti, “senza vergogna”, Edoardo Lombardi di Banca Mediolanum stessa, mi mise poi in contatto con degli spalloni, capitanati da un certo Aldo Acquistapace di Credit Suisse ( ex spallone di Silvio Berlusconi, Cesare Previti, dal mafiosissimo Giorgio Magnoni di Sopaf, del banchiere preferito dalla Ndrangheta internazionale, Ruggero “Ruggiero” Magnoni ex Lehman ora Nomura, del broker, invece, preferito di ogni camorrista al mondo, Francesco Perilli di Equita sim, e anche, parrebbe, della mala milanese torinese, ligure e romana). Diedi di conseguenza ordine di muovere tutti i miei soldi presso detta Banca Arner,. “Guddo jobbo” fatto da detti citati spalloni, in sette giorni lavorativi, ossia in una settimana e mezzo. Spalloni muoventesi di notte, a piedi, tra i boschi varesini, e quindi in protettissime zone Leghiste, ma passiamo oltre, ora. Questi sette milioni di euro divennero sei milioni e mezzo ( ammazzete sti spalloni quanto ce magnano sopra, aooo, ce magni sopra spallone massone pappapappone magna magna ciula ciulone Aldo Acquistapace de Credit Suisse aooooooooooo).
Ecco comunque che il mio essere sensitivo mi diede soddisfazione ancora una volta. Il 23 gennaio scorso il ciellino deviatissimo di “Cosa Nostra” Paolo Sciume’ di Banca Mediolanum fu arrestato per riciclaggio di danaro mafioso. Quasi infartavo, riciclaggio di danaro mafioso fatto proprio con Banca Arner, la stessa con cui egli mi aveva posto in contatto. Pochi giorni dopo questa scioccantissima notizia, voli provare ad andare a prelevare il tutto in Banca Arner. Presero tempo, fecero manfrina, ma alla fine cedettero, ma mi diedero dietro solo sei milioni di euro ( ammazzete quanto ce magnano sopra i mafiosi banchieri di Banca Arner aooo, mi sembrano tutti tipo quel mega riciclatore di danari mafiosi quale era il massone parimenti nazifascista corrottissimo Filippo Montesi ex delfino zozzissimo del noto rapinatore Abi, Giampiero Fiorani in Banca Adamas Lugano, poi, non per niente, Bpi Lugano, e ora, imboscatosi, guarda caso, anche lui in Credit Suisse a Zurigo; ma che, Credit Suisse, i mafiosi del credito se li becca tutti lei ahooo? boh?). Li misi in una valigiona i miei “rimanentesti” crestati da tutte le parti, sei milioni di euro e ora li ho presso la stazione ferroviaria di Bellinzona, anzi, di Chiasso nord, anzi di Tenero, anzi di Gottardo sud, anzi di Ciapalalichevanelbosco ( e che so’ scemo a dire esattemente che stazione e’, e nnnnnamo ooooo) .. Comunque, sia dove sia, questo mio gruzzoluzzeddu, mi costa li di left luggage, 8 franchi svizzeri al giorno ( ok, le banche tanto pagano ormai zero di interesse, ma se qualcuno mi frega la valigia, li, ahoooo? e poi otto franchi oggi otto domani otto otto otto ao co ste creste aoooo). Insomma sono angosciato, terrorizzato, non dormo piu’, non mangio piu’, la donna mi ha mollato gridandomi: “non voglio essere la fidanzata di un ex cliente dei riciclatori di danaro criminalissimo, quali Paolo Sciume’, Giorgio Pirovano, Massimo Doris, Edoardo Lombardi e Ennio Doris di Banca Mediolanum”. Grrr, che rabbia, con tutti i regali che mi ha costretto a farle in questi anni, diamanti, cene, cocaine a chili, festini sexy, sbadigliate da incubo con con Sandro Bondi, weekends a Corleone con Renato Schifani, weekends a Caserta col famoso Sandokan dei Casalesi, Francesco Schiavone e Marcello Dell’Utri, lasciamo perdere, va’. Leggo ora sul web che il feroce alligatore della finanza italiana. Il sempre assetato di sangue di Giovanni Bazoli, Paolo Barrai scrive allupatissimamente sempre sul suo blog, ” se vuoi imboscare i tuoi soldi, contattami, come on, sono l’imboscatore di capitali all’estero number one della Borsa di Milano”. Cosi’, quindi, mi son fatto un po’ coraggio e gli ho scritto ieri, ma egli non mi ha dato alcuna risposta, anzi, a dir il vero, ha risposto: “ma che mi hai preso per cretino? di queste cose parlo di persona io, e se ci intercettano, per chi mi hai preso per il mafioso del football italiano, Lucky Luciano Moggi di zona San Siro, Milan”? Ma caro squalo squalone sbrana polli, Paolo Barrai, ti ho pure scritto: “vediamoci di notte sotto il ponte della Ghisolfa, se vuoi mi travesto da trans per non far capire nulla a nessuno, vediamoci in Piazza Duomo a Milano durante il sabato grasso di Carnevale in maschera, cosi’ freghiamo a tutti, mi vesto anche da Mara Carfagna se vuoi, che debbo fare di piu’, sono ansioso, nervoso, mi capisci o no, aooooo eri di Citibank, facevi giri furbi li, eri il furbastro Stefano Ricucci della finanza mondiele le sai queste cose, no, e dai, aooooo”? Per finire, il fascistissimo neopiduista Valerio Bitetto ha lasciato la sua parte 22 milioni di euro, tutta in Banca Mafiolanum, sorry, Ndrangolanum, sorry, Camorranum, sorry Nazistanum, sorry Mediolanum, e non mi vuole parlare piu’. I massoni fascistissimi supercomplottardi di Giuseppe Sabato di Banca Esperia e Gran Loggia Italiana Massonica mi fanno ora la guerra, come se stessero preparando uno dei loro tantissimi omicidi massonici, o suicidate massoniche, mi mandano minaccie anonime a casa, mi riempiono di loro odiosissima strategia della tensione a palla. Insomma son disperato. Paolo Barrai, alligatore affamatissimo, Paolo Barrai ho visto su pagine bianche che abiti in via Ippodromo 105 a Milano che il tuo numero di telefono e’ 02.4521842 e che hai uffici in…questo non lo so’, a dir il vero… comunque, che abiti in via Ippodromo 105, e hai come numero di telefono il sopracitato, via Ippodromo, quindi zona San Siro, se non sbaglio, dove abita pure un altro massone di estremissima destra dal passato oscurissimo, Salvatore Ligresti insieme al suo figghiu altrettanto neopiduista e mafioso all’ultima moda, Paolo Ligresti. Quindi, di notte, ti preavverto in pubblico, magari travestito da viado ( travestito solo pero’ aoooo, in quanto sono super etero, ne sa’ ben qualcosa quell porcone cocainomane di Emilio Fede che mi procurava di quelle zocc…. lasciamo perdere va’, altri tempi) a trovarti cosi’ spero che mi salverai tu.
Saluti a tutti, squalo sbrana tutti Paolo Barrai in prims, sono Gino ( di piu’ per ovvi motivi non posso scrivere, ce siamo capiti no? comunque son Gino davvero, e son romano come il fascistissimo leccapezzente di Berlusconi, Paolo Liguori, che ovviamente ben conosco) ex cliente di Banca Mafiolanum, sorry, aaa, mannaggia a me, ex cliente di Banca Ndrangolanum, sorry, aooo attenzione e che eee, ex cliente di Banca Camorranum, aooo e che so’ scemo aooo? Ex cliente di Banca Nazistanum, sorry, againa and again, aoooo, Banca Mediolanum, sorry, so’ nervoso, you know? Sorry. Thanks, your faithfully, Gino