Ebook: Il Calisutra di Franco Califano /5

Siamo arrivati alla quinta puntata del Calisutra di Franco Califano (le puntate precedenti: 1 - 2 - 3 - 4). Finalmente il volume entra nel vivo. Il Califfo passa ai consigli pratici per il sesso perfetto. Finisce l'autobiografia, comincia il gioco duro. La lettura è STRETTAMENTE riservata a un pubblico adulto.

Ma cambiamo argomento. E parliamo di sesso...

Due regole

Alla fine eccoci qua. Avete partecipato all'avventura della mia vita e allo spirito con cui l'ho affrontata: ora è arrivato il momento di scendere nei particolari. Senza ipocrisia, senza troppi giri di parole. Lo faccio per i giovani, i miei veri discepoli, perché li vedo male: un po' impacciati, un po' distratti, svogliati, schiavi delle donne.

Non guardatemi con la reverenza riservata al guru, ma considerate i miei insegnamenti in qualità di fratello maggiore: guida complice, disinteressata e risoluta del tortuoso sentiero che conduce all'estasi.

Perché oggi si sente la necessità di una terapia d'urto: un distillato di regole immutabili a cui abbeverarsi, e degli esempi precisi per non pisciare fuori dal vaso. Fatevelo dire da uno pratico, da uno che ha dato più di un'occhiata in giro.

Regola n.1
L'ho ripetuto più volte: lo scopo primo e ultimo del sesso è, senza dubbio, la ricerca del piacere della donna. Vedere una femmina che troneggia su di voi, vederne la felicità e la voglia di prenderne sempre di più, è una delle ragioni per cui vivere.

E rendersi conto che la causa di quell'estasi siamo proprio noi, con la nostra maestria e la nostra sensibilità, è una delle sensazioni più intense che possiamo provare.

Perché è di questo che si tratta: di maestria. Le donne vanno sapute trattare al primo approccio, bisogna entrare nella loro mente e nella loro anima, cercare la situazione giusta, capire se è l'ora di mille fiori o se è il momento di battere in ritirata. Ma quando la porta è socchiusa è inutile mettersi a bussare: bisogna entrare.

Col sesso non si scherza: l'inizio è fondamentale. Anche in questo caso la compagna va presa con tatto, bisogna riscaldarla, deve sempre essere eccitata prima di cominciare qualsiasi rapporto: non possiamo tirare fuori l'uccello e pretendere una scopata. È roba da sciagurati.

La sensibilità femminile molto spesso è clitoridea piuttosto che vaginale, e per accendere la passione può bastare accarezzarla nei punti giusti, senza cercare la penetrazione profonda a tutti i costi.

A volte bastano un bacio in bocca, una mano esperta in mezzo alle gambe e la scopata felice è assicurata.

Regola n. 2

Altra regola molto importante: mai schiavi.

Le donne sono ormai coscienti del loro potere, hanno capito che stanno chilometri avanti a noi sotto mille punti di vista, e intendono sfruttare questo vantaggio. È finito il tempo in cui ci aspettavano a casa in silenzio e credevano a ogni nostra cazzata, e anche se ancora non ci hanno raggiunto sul fronte professionale, nella sfera sociale ci stanno già dando una pista.

Dobbiamo quindi adattarci, ma senza sottometterci. E questo per un semplice motivo: loro hanno bisogno... di noi, non scordiamocelo mai.

Non ho nulla contro la libertà e l'indipendenza delle donne, anzi, insieme alla musica per me hanno significato tutto: ho vissuto nel loro nome. È importante rendersi conto del cambiamento che ha riguardato i due sessi negli ultimi cinquant'anni e di come bisogna rapportarsi l'uno con l'altro in maniera differente per potersi capire ancora.

E proprio per questo motivo dico all'uomo di non chinare la testa, e di seguire i miei consigli. Come quel mio amico architetto.

In quei giorni, tanti anni fa, mi trovavo in Toscana, in un ristorante. Durante la cena mi si avvicina un bel signore di aspetto distinto, e mi dice che ha un grande problema con una donna. Si rendeva conto che venirne a parlare con me aveva dell'incredibile, ma riteneva che io fossi la persona più adatta.

E aveva ragione.

Stava con questa donna da circa dieci anni, senza conviverci, con lei che lo chiamava ogni sette, otto giorni per essere raggiunta a casa, farsi la sua bella scopata e arrivederci.

L'architetto era completamente succube, e non riusciva a venirne fuori.

Ogni volta che la incontrava le portava lo champagne, fiori, stava benissimo con lei, ma dopo poco lei lo liquidava, dicendo che aveva troppo da fare per sostenere un rapporto più serio, e che lo avrebbe richiamato quando ne avrebbe avuto voglia. Così per dieci anni: un inferno.

Io gli risposi che la situazione mi sembrava facilmente ribaltabile, a patto che lui avesse seguito i miei consigli. Innanzi tutto bisognava chiarire la situazione: questa donna, anche se solo una volta ogni tanto, aveva bisogno di lui.

Gli dissi che alla successiva telefonata avrebbe dovuto rispondere che erano arrivate due amiche dalla Svizzera alle quali doveva tenere compagnia per la serata. Lei gli avrebbe sbattuto il telefono in faccia, il che starebbe stato del tutto normale.

Però, invece di ricevere la chiamata successiva dopo dieci giorni, l'avrebbe ricevuta dopo cinque. E così fu. La donna si era talmente incazzata del fatto che l'architetto si fosse permesso di dire il primo «no», che non avrebbe potuto sopportare l'affronto. La trappola era scattata.

Alla seconda telefonata l'uomo avrebbe risposto che le due svizzere erano ancora in Italia, che sarebbe ripartito con loro perché aveva delle cose da fare... Beh, per farla breve volete sapere com'è andata?

Questo tizio mi telefona tre mesi dopo e mi dice: «Maestro, io non so come ringraziarla: ricevo tre o quattro telefonate al giorno da questa donna e non so più come levarmela di dosso!»

Era successo che durante i dieci anni passati insieme aveva consumato il rapporto passionale senza rendersene conto, ed era rimasta più che altro la dipendenza psicologica. Ma adesso che la signora si era dimostrata così attaccata, si stava spaccando li cojoni.

Allora io gli dissi: «Guardi, adesso lei è il padrone del campo, cerchi di ribaltare tutto e di farsi ricevere lei una volta a settimana, se così le sta bene, oppure mandi affanculo e buonanotte!»

La prossima puntata del Calisutra, martedì primo aprile.

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