
“Ce la caveremo, vero, papà?
Sì. Ce la caveremo.
E non ci succederà niente di male.
Esatto.
Perché noi portiamo il fuoco.
Sì, perché noi portiamo il fuoco”.
Mi piace segnalarvi questa bella interpretazione - non semplice “recensione” - de “La Strada” di Cormac McCarthy, premio Nobel Pulitzer. Mi piace perchè questo bell’articolo parla della scrittura, del suo ruolo nel nuovo millennio.
“… il compito della scrittura - dice l’autore - qui è rilanciato, come dice nelle pagine conclusive del romanzo lo stesso autore: una scrittura che assomiglia a mappe e labirinti del mondo, “di una cosa che non si poteva rimettere a posto. Che non si poteva riaggiustare”. Una cosa che c’è e bisogna riconoscere e testimoniare. Scrivere ancora, allora, si può…La scrittura e la storia di McCarthy stanno lì a insegnarci che la grande poesia, la grande letteratura è sempre un gesto. Nel senso che essa è capace di “portare” qualcosa.
Via|Confronto.it
diegopapaccio
13 mar 2008 - 12:07 - #1per quanto adori Cormac McCarthy e in particolare questo romanzo, mi dispiace ma non è premio Nobel.
diego
odradek
10 nov 2008 - 21:36 - #2Non è la prima volta che sento o vedo attribuire un Nobel a McCarthy, probabilmente ci si confonde con il Pulitzer per la narrativa (2007). Resta per me indiscutibile il fatto che questo libro risuona, sorprendentemente, anche molto tempo dopo averlo riposto, un’eco profondissima e costante. Un libro che, da solo, “giustifica” la letteratura o quel che ne resta (soffocata da un colossale e imperdonabile spreco di carta)