La domanda mi viene dopo l’ascolto della pubblicità dell’ultimo libro di Isabel Allende, “La somma dei giorni”, che gira molto spesso, in questi giorni, in radio.
E’ difficile fare pubblicità ad un libro, tanto che le stesse case editrici si tengono abbastanza alla larga dai media generalisti. In genere, se ci fate caso, i libri vengono pubblicizzati d’estate, (i classici “libri sotto l’ombrellone”) soprattutto se abbinati a quotidiani o riviste. Oppure nelle pagine culturali dei quotidiani o, ovviamente, nelle riviste specializzate.
Ma qual è, secondo voi, il modo migliore di fare pubblicità a un libro? Cos’è che può portarlo effettivamente all’attenzione del grande pubblico?
Foto|Flickr
Robinca
20 feb 2008 - 09:45 - #1Fare pubblicità a un libro oggi è impresa ardua.
1.Perchè i così chiamati “media” agiscono su un pubblico per la maggior parte decelebrato che compra ciò che ha “immagine” e non ciò che è “contenuto”.
2.Perchè il popolo, più specificatamente i ragazzi, sono pigri e la lettura è un moto lento e scrupoloso, non può essere divorata con la stessa velocità con la quale si osserva Maria de Filippi o si vede un film di Moccia, Muccino o chi per loro. Un libro deve essere studiato e chi ha voglia di studiare?
3.Perchè per fare della pubblicità servono i soldoni e chi più risparmia moneta meglio si potrà relazionare con il mondo, non si investe sui libri perchè appunto non vendono, la colpa è anche nostra che non riusciamo ad avere la giusta umiltà per non essere tutti “scrittori” ma sforciare nel limbo dei “lettori”.
RadioAriaLibera
20 feb 2008 - 09:56 - #2Credo che il passaparola o la lettura diretta siano i metodi migliori per valutare un libro. Come ha detto “Robinca” nel commento poco sopra, fare pubblicità a un libro è un impresa ardua e, in ogni caso, personalmente mi fido poco di pubblicità o critiche su riviste/blog/quello_che_è. Preferisco “toccare con mano” per capire se può piacermi o meno oppure affidarmi agli amici che conoscono i miei gusti e che quindi sanno indirizzarmi nel verso giusto.
Tyreal
20 feb 2008 - 12:18 - #3Per “vendere” la pubblicità è indispensabile. Pubblicità al lancio, soprattutto: entrare in una libreria e trovare la pila di romanzi con tanto di grosso cartonato ed immagine accattivante aiuta parecchio: guardate il lancio di un nuovo lavoro di Follett (che già di suo ha una folta schiera di appassionati) o di Licia Troisi, per parlare di autori emergenti.
Questo ovviamente in termini di successo commerciale. Il successo in termini di “lavoro”, di “opera” dipende invece dalla qualità del libro; centomila copie o dodici e mezzo non importa, se l’opera è buona saprà emozionare il lettore! Ed è questo secondo me il miglior “successo” che un’opera (non solo letteraria) possa avere.
Certo, poi bisogna anche campare, e se vende bene, tanto meglio…
lordmax
20 feb 2008 - 13:12 - #4Il passaparola e le riviste specializzate sono sicuramente un ottimo strumento ma ora sta diventando sempre più importante la rete.
Un booktrailer e la possibilità di leggere i prmi capitoli online assieme ad un sito con forum e blog secondo me sono lo strumento pubblicitario più importante per un libro.
I lettori non vogliono più essere solo passivi, hanno domande a cui vogliono risposte, vogliono essere presi in considerazione, chi lo fa ha il successo in tasca. ^___^
http://langolodellautore.blogspot.com
04 nov 2010 - 20:32 - #5I blog e siti internet.
Io ne gestisco uno dove poter pubblicizzare il libro, e resta in home page per una settimana, con un ottimo riscontro in visibilità per gli scrittori, soprattutto emergenti.
Questo è il mio indirizzo:
langolodellautore.blogspot.com