Umberto Eco, un documentario che arriva dalla Francia

Dietro le porte di Umberto Eco

È considerato lo scrittore della demistificazione per eccellenza, colui che è riuscito nell'incredibile impresa di rendere interessanti al grande pubblico, materie considerato appannaggio di polverosi studiosi, topi di biblioteca ed affini come la filologia classica e religiosa, la storia medioevale, l'arte delle miniature e l'intrigo in salsa monastica. Umberto Eco ha anche il pregio di essere un eccellente ospite, pronto a svelarsi con sincerità e generosità, senza nascondere un fondo sornione. Una caratteristica che non stenta a svelare nel documentario-intervista realizzato per il canale culturale franco-tedesco Arte.tv, dalla regista Teri Wehn-Damisch, che ha avuto l'occasione di trascorre qualche giorno insieme all'autore nelle sue dimore del Monte Cerignone, Milano e Parigi.

IL risultato è un lungo racconto nel quale Eco, circondato da innumerevoli libri, cartoni di souvenir e biblioteche infinite, racconta le varie tappe della sua lunga vicenda umana.

Dietro le porte di Umberto Eco
Dietro le porte di Umberto Eco
Dietro le porte di Umberto Eco

Suonando il flauto all'interno dell'antico convento da quaranta stanze nei pressi di Rimini, lo scrittore dimora come un re ben accomodato nel suo "castello di carta" e racconta, in un francese fluente velato dall'accento italiano, le sue diverse vite di semiologo, storico, saggista e romanziere. Lettore accanito, ma difficile, "selvatico" e irregolare, pronto a saltare da un'opera all'altra, e convinto che la scrittura efficace debba essere costruita come una rete, volta a catturare, mette in mostra i disegni che lo hanno ispirato e rievoca la scintilla che diede vita all'intrigo de "Il nome della Rosa".

Il documentario espone con humour e finezza il suo spirito vagabondo. Eco è capace di prestarsi a decriptare con la stessa grazie a competenza, la musica elettronica e l'orrore berlusconiano, spiegare la sua passione per i gialli ed elencare i ricordi di un'infanzia vissuta sotto Mussolini. Quest'uomo è un labirinto, un intellettuale luminoso, ma anche un nonno che canta le filastrocche. Un insaziabile umanista che, a ottant'anni suonati, non esita a fare il parallelo tra il riso e la morte. Christine Ferniot

Via | television.telerama.fr

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