Ecco qualche dato statistico interessante che ho trovato su questo bell’articolo che si intitola “Leggere: Il fascino del passaggio dalla dimensione del reale a quella del possibile” e che si interroga su come trasmettere l’amore per la lettura ai giovani:
• Negli ultimi 12 mesi, il 62% degli adulti che vivono nel nostro Paese confessa di non aver letto neppure un libro.
• La disaffezione degli italiani nei confronti dei libri è, in buona parte, legata al ricordo della lettura «pesante», obbligata, fatta sui banchi di scuola.
• La lettura, dicono inoltre gli intervistati, sottrae tempo ad attività più “importanti” e “divertenti”
• Sul totale della popolazione, i lettori deboli rappresentano il 24% (da 1 a 5 libri l’anno), i medi il 4% e i forti l’1%.
• Non legge chi ha un basso livello di reddito e d’istruzione e vive nel Meridione: rispetto al 2003 questi ultimi hanno registrato un’emorragia di lettori pari all’8%.
• Non ci sono abbastanza lettori ma «continuiamo ad essere il sesto mercato editoriale del mondo» perchè sono in aumento gli acquirenti con buona istruzione e buon reddito, passati da 27 a 29 milioni di persone.
• A influenzare l’acquisto di un libro, in ordine, c’è prima il passaparola, poi le visite in libreria e le recensioni, ed infine la pubblicità.
Foto|Flickr
mrKaizen
27 gen 2008 - 15:00 - #1Uhm, che tristezza., pensavo fossimo presi meglio.
Però capisco il dato, per esempio anch’io a scuola non ho appreso l’amore per il libro.
Sono stati i libro-game e la curiosità al sapere a spingermi alla lettura e, ora, non ne posso fare più a meno.
Certo che dire che la povertà non permette di leggere… uhm.. Mica stiamo in una giugla.
Chi non lo legge non lo fa perchè non vuole e basta. Un pò come tutte le cose.
makanaki
28 gen 2008 - 13:03 - #2Secondo me la scuola dovrebbe fare molto di piu’. Ricodi che al liceo l’insgnante di italiano ci faceca leggere molto, pero’ erano letture difficili o noiose. Libri giornalistici, storici o comunque ‘pesanti’ che, per carita’, adesso leggerei per il gusto di conoscere ma allora un welsh per esempio mi sarebbe piaciuto molto di piu’.
Pero’ molto dipende anche da noi. Io non leggo moltissimo, non ne ho tempo, pero’ quando posso lo faccio e la mia decina di libri all’anno cerco di portarmela a casa. Ma conosco molte persone, alcune della mi stessa ‘classe culturale’ che di leggere non ne vogliono sapere.
Non penso sia nemmeno un problema economico, le prime edizioni costano, ma basta aspettare le successive. Secondo me molto dipende dai genitori e dalla societa’ (oltre che dalla pesona in questione). Mio figlio la ps2 la vedra’ quando avra’ i soldi per prendersela, per esempio ;)
Simone Piazzesi
29 gen 2008 - 17:13 - #3a parte la desolazione del popolo italiano che ne risulta… io invertirei diametralmente i 3 dati finali su quello che spinge a comprare un libro: 1) pubblicità 2) libro sugli scaffali 3) passaparola
MrSelfDestruct
29 feb 2008 - 13:43 - #4Dai che ci penso io a risollevare la media: negli ultimi 12 mesi avrò letto una ventina di libri, su per giù…
DruidoBianco
22 set 2011 - 19:47 - #5Penso che il panorama italiano sia di molte molte persone che scansano la lettura per principio, e poi pochissimi super-lettori. Una persona che dichiara di leggere un libro all’anno , e magari se chiedi il titolo sono le barzellette di totti o il libro di un comico di colorado, spiacente ma quello non lo chiamo un lettore……
Per il discorso dei pochi libri letti dalla classe con basso livello culturale io credo nel contrario di quanto scritto dall’articolo: è chi non legge ad avere poca cultura, non il contrario. Il non leggere è la causa del ristagno culturale. Perchè leggere ormai si sa, aiuta il cervello a svilupparsi, a cercare nuovi orizzonti e stimola la curiosità. Chi si nega i libri si nega una possibilità di crescita personale.