La notte dei giocattoli, di Dacia Maraini

Non è facile restare a dormire da sola al buio a neanche dieci anni mentre mamma e papà se ne vanno tranquillamente a cena senza neanche cantarti prima una ninna nanna “perché tanto ormai sei grande”. E non è neanche facile prendere sonno se nel frattempo a tenerti sveglia ci pensano i vecchi giocattoli del tuo baule, che quasi non ricordavi più. Giocattoli che sono vecchi ormai, con le loro piccole manie dure a togliersi.

Ad esempio c'è quel bel soldatino di piombo che regalò tuo nonno allo zio che – detto fra noi - non vede l'ora di farsi un bicchierino da trecento anni. Ed è una sorpresa, dopo averci chiacchierato un po' scoprire che lui, così serio, è pure è innamorato della bambola di pezza che vorrebbe avere gli occhi celesti, sì, ma mica di vetro.

Peraltro, la bamboletta Giuppa in realtà ha pure un debole per tuo padre, che una notte – quella notte che avevi la febbre e respiravi come una foca – le ha chiesto di farti guarire. E mentre il flautista lascia le frasi a metà sembre in attesa che qualcuno lo ricarichi, c'è anche quell'antipatico di pezza che si crede il più ricco del mondo ed è pronto a comprarsi tutti gli altri...

È veramente adorabile questa favola, La notte dei giocattoli, scritta da Dacia Maraini per i bravi editori di Tunuè, e disegnata da Gud, carina da regalare a Natale. Soprattutto perché affronta in modo suggestivo la classica paura del buio e della solitudine dei bambini, e inoltre, c'è una bella lezione di equità sociale e altruismo da imparare.

È bello il progetto, firmato da una grande stella della scrittura e dai disegni di Gud, che hanno il calore degli schizzi a matita e delle sfumature dei pastelli a cera.

Dacia Maraini
La notte dei giocattoli
con illustrazioni di Gud
Tunuè
14.90 euro

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