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Scrittori non lettori: che fine faranno?

Pubblicato: 18 gen 2008 da sara

Ho trovato interessante lo spunto fornito da questo articolo de “La Stampa” che si interroga sulla nuova generazione di scrittori, cresciuti a “pane e musica” o “pane e internet” che dir si voglia:

“Il romanzo non è mai stato, del resto, un genere intellettuale. Il suo terreno è il senso comune di un’epoca. Se quello attuale è fondato sulla cultura di massa e sulle subculture giovanili, si parte di lì”, dice Alfonso Berardinelli, autore del saggio “Casi critici” (ed. Quodlibet).

Ma se i “cannibali” diventano “anoressici” (di letture, of course) che succede? Lo spiegano Severino Cesari-Paolo Repetti, inventori di Einaudi-Stile Libero: “In effetti riceviamo testi di ventenni strettamente legati a linguaggi frantumati, come gli sms, i blog, le e-mail. Va detto che nel 99 per cento dei casi restano generazionali nel senso peggiore del termine». Quindi non vengono pubblicati, chiede il giornalista. «No, anche perché in questo momento proprio non funzionerebbero in libreria”.

Foto|Flickr

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5 commenti

Commenti dei lettori

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  • lordmax

    18 gen 2008 - 12:54 - #1
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    E meno male che non vengono pubblicati, di pessimi scrittori ne abbiamo già a sufficienza fra i soliti amici degli amici.
    Le librerie sono sature di scrittori spazzatura che rubano spazio ed ossigeno ai veri talenti che moriranno perché non hanno santi in paradiso.

  • Profilo di dm

    dm

    18 gen 2008 - 16:05 - #2
    1 punto
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    Ma questi manoscritti come li ricevono? Per vie traverse, visto che l’Einaudi non ne accetta…

  • Profilo di Tyreal

    Tyreal

    20 gen 2008 - 18:58 - #3
    1 punto
    Up Down

    Come non ne accetta? Che editor hai sentito?

  • Simone Piazzesi

    20 gen 2008 - 21:46 - #4
    0 punti
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    quando il cannibale diventa anoressico succede che lo scrivere è solo uno sfogo personale, una forma narcisistica di dire “IO”, come un blog appunto. Mentre letteratura dovrebbe essere fare un bell’impasto e “ricreare” una realtà che magari non ha niente a che fare con chi scrive.

    lordmax, ti quoto in pieno, e piango (o mi incaxxo)

  • Profilo di petauro

    petauro

    21 gen 2008 - 11:35 - #5
    1 punto
    Up Down

    Comunque il disocorso non è per niente stupido.
    I talenti veri sono istintivamente capaci di scrivere concetti in un modo molto affascinante e personale, ma se questi concetti restano in un brodo di semicultura, non diventeranno mai totali, invece di ragazzini che scrivono con la k (che credono non possano definirsi scrittori), si può anche pensare a scrittori giovani molto bravi che non spendono o non hanno speso troppo tempo nel farsi una cultura letteraria, che fornirebbe loro una crescita intellettuale pazzesca a completamento appunto del loro talento.
    Poi per il discorso degli autori, sacrosanto che molti non hanno i canali adatti per emergere, ma è anche vero che CHIUNQUE si senta uno scrittore, reputa i suoi scritti non pubblicati dei capolavori incompresi o boicottati. Sarà così vero?

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