“Tacquero, continuando a camminare sul lungomare. Scorse in lontananza un cane che correva accanto al ragazzo che cercava di addestrarlo…e che si mise a picchiarlo…ciascuno dei due si trasformò in una massa di nervi che non voleva smettere di battersi, mentre accanimento e piacere crescevano. Il ragazzo scoppiò a ridere. Paolo si rivide in questo panorama, un piede sulla porta dell’interno, e l’altro sopra un trono di luce”
Uno psicologo si era impegnato, tempo fa, in una ricerca più unica che rara: raccogliere migliaia di testimonianze di pre-morte in tutto il continente. Nei loro racconti, quasi tutti questi testimoni dell’aldilà tornati in vita raccontavano che, oltrepassata una soglia, scorreva loro davanti come in una pellicola tutta la loro vita nei minimi particolari. Ricordavano tutto: pensieri, sensazioni provate, emozioni, di ogni minuto che scorreva davanti ai loro occhi ben definito anche se in un tempo breve.
Leggendo “La passione di Pier Paolo” di Selim Rauer (ed. Coniglio) sembra proprio di poter assistere ad un’esperienza del genere. Nel libro infatti l’autore, un regista francese, ci catapulta al centro della coscienza di P.P.P., ricostruendone nei minimi particolari le sensazioni e i pensieri che gli passarono nella testa, nel corpo, nel cuore, nei suoi ultimi 3 giorni di vita, quasi Pasolini fosse proprio un personaggio di un dramma in cui immedesimarsi fino all’ultimo capello per riuscirne a ricostruire la complessità.
E così ci troviamo a tavola con lui durante l’ultima cena con Ninetto Davoli e la moglie, cogliendo la tensione del desiderio ancora vivo fra il discepolo e il maestro perdutamente ferito dal fatto che Ninetto avesse deciso di sposarsi per amore. Ci ritroviamo a passeggiare insieme a Moravia nei dintorni della villa di Sabaudia in cui Pasolini passò il week end precedente alla morte insieme a lui ed Elsa Morante. Vaghiamo con lui nei pressi della stazione Termini, teso nell’attrazione per quei corpi dei “ragazzi di vita” che si vendevano per due lire, entrando infine nella baracca dove Nino Pelosi - il giovane accusato con tanti dubbi del suo omicidio (di recente ha anche accennato una verità tutta diversa) riceve la lunga visita di alcuni sconosciuti, che in un’ora gli cambieranno per sempre la vita. E soprattutto, assistiamo alla sua ultima notte, minuto per minuto.
In conclusione, rimaniamo con l’impressione che questo testo - appassionante - sia davvero riuscito a rivelarci come Pier Paolo andò incontro alla sua morte. E che ci consenta per la prima volta di guardare all’interno della “scatola nera” della sua coscienza, che nessuno più riuscirà a conoscere.
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