Speciale Editoria: Jacopo De Michelis e la Marsilio editore

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Continua lo speciale editoria. Questa volta sotto i riflettori e sottoposto alle nostre domande, l’editor della Marsilio Editori, Jacopo De Michelis. A lui il merito di aver scovato e lanciato scrittori come Simone Sarasso, new entry nel noir italiano, il cui libro - da lui stesso presentato qui su Booksblog - sta avendo un grande successo.

Dietro ogni libro c’è una casa editrice con le sue linee guida. Due parole per conoscere un po’ la Marsilio.
E’ difficile riassumere l’attività editoriale della Marsilio, che pur essendo una casa editrice medio-piccola ha un catalogo molto ampio, che spazia dalla narrativa, alla saggistica agli illustrati. Io mi occupo della narrativa, che si articola in varie collane: Le Farfalle, dedicata alla letteratura giallo-noir; Romanzi e Racconti, la collana principe di letteratura non di genere; e Marsilio X, dedicata ai nuovi autori e alle scritture innovative.

La domanda più classica: cosa deve avere un testo per conquistare l’attenzione della casa editrice?
Parlo ovviamente per me e per la nostra casa editrice. Deve avere una voce e una storia. Deve dire qualcosa di nuovo, o dirlo in modo nuovo. Deve sapersi conquistare il lettore.

Molti autori esordienti si lamentano della troppa difficoltà di raggiungere un editore e di farsi leggere veramente. Quale il problema: troppa gente crede di essere uno scrittore o troppo elitaria la scelta delle case editrici?
In realtà le porte dell’editoria sono addirittura spalancate per gli esordienti, come non lo sono mai state prima. Il che ovviamente non significa che pubblicare il primo romanzo sia diventato facile. Ma basta guardare i cataloghi delle case editrici, grandi e piccole, per rendersi conto che ogni anno vengono pubblicati un gran numero di esordienti. Paradossalmente, si può dire che oggi è più difficile pubblicare il secondo romanzo che il primo.

Per quanto riguarda la Marsilio, segnalo i due ultimi nostri esordienti, entrambi di grande talento: Simone Sarasso, autore del noir “Confine di Stato”, e Giovanni Montanaro, un autore ventiquattrenne di cui a metà ottobre uscirà uno straordinario romanzo, che mescola romanzo storico, storia d’amore e mystery musicale, “La croce Honninfjord”.

L’editing, e veniamo nella specificità del tuo ruolo, è il lavoro più complesso della casa editrice. Puoi parlarcene?
La parte più difficile del nostro lavoro a dire il vero è la scelta dei titoli da pubblicare. Lì la linea di confine tra prendere un granchio colossale e fare un colpo clamoroso è così sottile da risultare impalpabile, e regolarmente ci ritroviamo preda di dubbi amletici. Spesso è questione di fiuto, di intuizione, di una scintilla scoccata durante la lettura.
Quanto all’editing, al confronto è una passeggiata: si tratta in sintesi di proporre una serie di modifiche e aggiustamenti in grado di migliorare il testo, di fargli raggiungere la pienezza delle sue potenzialità. L’editor in questo caso diventa un po’ l’avvocato difensore del testo, se necessario anche contro l’autore stesso (che non sempre è il miglior giudice delle cose che scrive).

Come si diventa editor?
Non credo esista un percorso preciso. Molto dipende dal caso e dalla fortuna. Condizione essenziale è comunque una passione viscerale e incondizionata per la letteratura.

Come si media con un autore che non accetta l’editing?
Io cerco di convincerlo in ogni modo, ma se non riesco a persuaderlo la lascio vinta all’autore (anche se sono certo che si tratti di un errore). In fondo è lui che firma il libro, per cui non si può imporgli modifiche contro la sua volontà.

Come si sceglie l’editing giusto per un testo?
Non ci sono regole, davvero. E’ un processo in cui intervengono, il gusto, la sensibilità e l’esperienza dell’editor (e ovviamente quelle dell’autore).

Non c’è il rischio di snaturare lo stile dell’autore?
Ovviamente sì, c’è questo rischio e occorre cercare di evitarlo. Nel nostro lavoro l’errore è sempre in agguato, e non sbagliare mai è impossibile. L’importante è ogni tanto imbroccarla!

Un consiglio agli esordienti.
Leggete, leggete molto, moltissimo! Leggete e rileggete. Soprattutto agli inizi, non dovreste scrivere più di una pagina vostra ogni mille che avete letto. Solo così potrete acquisire una piena consapevolezza e padronanza del linguaggio come mezzo espressivo e narrativo.

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  • nickname Commento numero 1 su Speciale Editoria: Jacopo De Michelis e la Marsilio editore

    Posted by:

    mh strano…anche altre case editrici confermano che c'è un problema nel rapporto esordienti ed editoria, quindi dire che ci sono le porte spalancate………. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 2 su Speciale Editoria: Jacopo De Michelis e la Marsilio editore

    Posted by:

    Marsilio ha le porte talmente spalancate verso gli esordienti, che sul sito ha scritto che non accetta manoscritti se non su esplicita richiesta loro. Allora io gli ho scritto una mail per parlargli del mio manoscritto e farmi dire se poteva interessargli, così glielo mandavo. Non mi hanno nemmeno risposto. Bla bla bla bla…. Scritto il Date —