Quando mi prende la voglia di Moleskine (cosa che, dati i miei budget, non potrei assolutamente permettermi) cerco di autoconvincermi che questi taccuini sono il segreto della mia carriera professionale.
E’ che, mi dico, sei distratta, e vuoi evitare il rischio che, quando ti viene una buona idea una frazione di secondo dopo inizi a chiederti dove hai messo le chiavi di casa e ti passa di mente: e avere sempre in tasca questo taccuino bello small e resistente quindi ti serve proprio.
E’ perché sei disordinata, dico, e lì dentro ci scrivi tutto e non devi più andare in giro per casa come una disgraziata a cercare quel fogliettogiallo su cui avevi appuntato uno schema per una recensione.
E’ perché se ti prende la voglia di scrivere e non sai dove farlo, hai quella bella copertina rigida che resiste alla pressione della penna sul foglio, quella bella carta un po’ gialla che carezza le tue dita mentre scorri le parole (sei conteta di avere qualcosa da scrivere quasi solo per questo).
La copertina poi, ne vogliamo parlare: bella, nera, senza i rivoli di colore di Klimt o il giallo dei girasoli di Van Gogh o qualche impiccio pop che trovi sulle copertine degli altri taccuini, che solo a guardarli ti imbrigliano tutte le idee e i sogni che avevi come i campi di tulipani del mago di Oz; è inevitabile: rimani 5 minuti a guardare le figure, ti rassereni e ti emozioni, però nel frattempo l’idea ti è passata perché inizi a pensare che la scrittura non sia tutto, soprattutto se hai tali capolavori di bellezza davanti agli occhi (anche se in formato tascabile).
Insomma, ragazzi, qua continuo a ragionare, ma la conclusione è sempre la stessa: lo prendo e mi metto in fila alla cassa per pagare, senza voglia di ragionarci su. Troverò una soluzione, giuro.
Guido Tedoldi
11 dic 2007 - 10:21 - #1Forse vado un po’ fuori dal flusso rispetto a quanto si dice in questi post, ma a me la Moleskine non piace. È un bell’oggetto, ha una sua tradizione… ma dal punto di vista concettuale non è del tutto centrata.
Per prendere appunti è molto meglio un quaderno con la spirale, o un bloc notes se si preferisce avere la spirale sul lato corto invece che sul lato lungo. La dimensione la si sceglie in base a come lo si porta in giro (se nella borsa, se nella tasca della giacca, se nella valigetta porta-documenti). Quando una nota ha esaurito il suo corso, si strappa via la pagina su cui è scritta senza compromettere la tenuta delle spillette o della colla usate per la rilegatura.
Un quaderno spiralato costa di solito anche molto meno.
Ma scrivere, per molte persone, non è solo riempire di parole un foglio di carta. È un’esperienza multisensoriale ed emotiva. Una mia amica, quando scrive a mano, si ferma un secondo su ogni «i» perché non le basta picchiare un puntino: lei ci disegna sopra un cuoricino. Forse, per lei, la Moleskine è giusta anche dal punto di vista concettuale.
Guido Tedoldi
sara78
11 dic 2007 - 10:27 - #2Ma guarda quante cose voi ragazzi notate di noi ragazze…e noi non ce ne accorgiamo nemmeno
|Sera|
11 dic 2007 - 22:59 - #3Io ormai sono affezionata da anni alla moleskine agenda pocket, quella linearità in effetti ti spinge alla personalizzazione, apre alla fantasia, la copertina poi mi piace proprio anche al tatto…
Gianluca G
13 dic 2007 - 00:09 - #4me la regaleranno per Natale (ho i miei informatori). Vi saprò dire poi.
sara78
13 dic 2007 - 19:18 - #5Ma hanno fatto anche l’edizione speciale natalizia…in rosso vivo!!!! A me non piace comunque:(
paoloM
23 dic 2007 - 15:04 - #6La moleskine è sensazionale, scrivere su un qualsiasi altro quaderno non è la stessa cosa…la moleskine è la moleskine…
MF
04 mag 2008 - 11:56 - #7Costose? Provate a realizzarle da soli:
http://www.michaelshannon.us/makeabook/index.html
…così potere pure personalizzarle! Ciao.