Arundhati Roy: La strana storia dell'assalto al Parlamento indiano

La prima volta che ho letto un libro di Arundhati Roy è stato quasi dieci anni fa quando ho avuto la fortuna di godermi Il dio delle piccole cose, un romanzo ben scritto e toccante, con una forza narrativa che lo rende indimenticabile per qualsiasi lettore.

Negli anni seguenti ho potuto leggere i saggi di Arundhati Roy, che nel frattempo (ahimè - non perché non sia brava a fare anche questo, ma perché un nuovo romanzo mi sarebbe stato particolarmente gradito) si era dedicata prevalentemente all'impegno politico più che alla produzione narrativa: Guida all'impero per gente comune, Guerra è pace, La fine delle illusioni e altri titoli di stampo saggistico rappresentano le sue opere più importanti dopo l'uscita del suo primo e unico romanzo.

Leggendo le opere saggistico-politiche della Roy mi sono trovato a pensare che persone come lei dovrebbero fare politica, non ai margini e sempre ai confini della legalità (ha anche passato un giorno in prigione per aver accusato la Corte Suprema di Delhi di provare a mettere a tacere le proteste sulla diga del Narmada), ma con un ruolo centrale, vista l'estrema lucidità, chiarezza d'intenti, coerenza e soprattutto nonviolenza con cui affronta le questioni più disparate della vita politica indiana e globale.

Combattuto fra il rammarico di non poter ancora (e forse mai) leggere un suo nuovo romanzo e la gioia di vederla ancora impegnata in campo politico in difesa dei diritti umani, segnalo l'uscita de La strana storia dell'assalto al Parlamento indiano, edito da Guanda, in cui l'autrice racconta dell'attacco fulmineo di un gruppo di uomini armati alla sede del Parlamento del suo Stato nel 2001, denunciando l'inadempienza delle forze di polizia e la successiva corruzione delle prove su questo evento. Lo spunto di questo fatto di cronaca permette poi all'autrice di toccare i temi più disparati sulla vita politica del mondo moderno: economia globalizzata, guerre volute dai poteri forti, comunicazione dei media, estrema miseria del suo e di altri popoli.

A questo link la scheda del libro sul sito della casa editrice Guanda, dove potete trovare anche un estratto del testo e le schede di diverse altre opere della stessa autrice.

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