“Il vino è un essere vivente. Amo immaginare l’anno in cui sono cresciute le uve di un vino. Se c’era un bel sole…Se pioveva. E amo immaginare le persone che hanno curato e vendemmiato quelle uve. Se è un vino d’annata, penso a quante di loro sono morte. Mi piace che il vino continui ad evolversi. Mi piace pensare che se apro una bottiglia oggi, avrà un gusto diverso da quello che avrebbe se l’aprissi un altro giorno. Perché una bottiglia di vino è un qualcosa che ha vita. Ed è…in costante evoluzione e acquista complessità. Finchè raggiunge l’apice… come il tuo Cheval Blanc del ’61. E poi comincia il suo… lento… inesorabile declino”
Forse avrete riconosciuto questo bellissimo monologo sul Pinot Noir pronunciato da una dei protagonisti di “Sideways”, il film premio Oscar per la sceneggiatura non originale (2004) che fece impennare in un anno le vendite mondiali di questo pregiato vino del 16% proprio grazie a questo bellissimo elogio. Arriva finalmente anche in Italia la traduzione del libro da cui è stato tratto il film (edizioni Hacca-Halley editrice)
Si tratta della storia di un “week end di celibato” di due amici, Jack atletico e rimorchione (quello che deve sposarsi) e Miles bruttarello e intellettualino, che vanno a farsi un giro per le vie del vino della California. Lì conoscono due belle ragazze, Maya e Terra, a cui però ovviamente tacciono il piccolo particolare che Jack sta per sposarsi…
Il libro è allora un’occasione per ritrovare l’atmosfera che si respirava anche nel film (c’è anche una scena di sesso veramente “hot” tagliata nella pellicola), e ritrovare quell’amore per le uve che riuscivano a comunicarsi Miles e Maya (mentre Terra e Jack facevano decisamente altro…). Un bel regalo di Natale per un amico/a cinefilo/a o fissato/a con i vini.
Anteprima del commento