Sbarca in edicola, al consueto prezzo popolare, una nuova collana di saggi targati Repubblica. Si chiama “Idee”, un’etichetta che raccoglie dieci saggi di altrettanti autori internazionali (nessun italiano), sui più vari aspetti del mondo contemporaneo.
La prima uscita è “La fine del lavoro” di Jeremy Rifkin, già edito da Mondadori nel 1995 e divenuto presto un classico del pensiero. Il libro parte dall’analisi delle due rivoluzioni industriali, con la trasformazione dei contadini in operai e la successiva meccanizzazione del lavoro, per teorizzare una terza rivoluzione oggi in corso.
La tesi di Rifkin è che il computer stia rapidamente soppiantando l’uomo, spingendolo prima verso il terziario e poi nel limbo della disoccupazione. Da qui, “la fine del lavoro”.
Seconda uscita della collana “Idee” (frase di lancio: ‘per capire come funziona il mondo oggi’) sarà “Occidentalismo” di Buruma e Margalit, già edito da Einaudi. Il libro sviscera la categoria concettuale di ‘occidentalismo’ dal punto di vista dei cosiddetti ‘nemici dell’occidente’, ed è una risposta a “Orientalismo” di Edward Said (terzo volume della collana), saggio che smaschera l’idea di ‘oriente’ come frutto del colonialismo occidentale.
Le altre uscite della serie sono: “Gli arabi nella storia” di B.Lewis; “Free World” di T.G.Ash; “L’altra India” di A.Sen; “Il bene comune” di N.Chomsky; “Il mondo in una nuova era” di P.Kennedy; “La fine dell’era americana” di C.A.Kupchan e “La società sotto assedio” di Z.Bauman.
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