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Il mestiere di scrivere (secondo gli scrittori)

Pubblicato: 20 nov 2007 da sara

Cosa serve per imparare a scrivere? Ci sono degli errori tipici dei principianti che possono essere evitati? E come si fa a scoprire se si “ha la vocazione”? Le risposte a queste domande spesso gli scrittori in erba le cercano dentro i libri scritti da autori affermati, che hanno deciso di dedicare le loro riflessioni a questo argomento. Ecco qualche esempio.

” I racconti dei principianti sono solitamente infarciti di emozioni…il pensiero fuoriesce incontenibile del racconto – scriveva la bravissima Flannery O’Connor - Il principiante è tutto preso dai suoi pensieri ed emozioni anzichè dall’azione drammatica…”

Doris Lessing invece, lapidariamente, afferma che spesso i giovani dicono di voler fare gli scrittori quando sono ancora incerti su che cosa voler impegnarsi ad essere. Infine, una grande penna come Marguerite Duras (le ho scelte tutte donne, e allora?!) ha dato secondo me una bellissima definizione di quale sia il significato della scrittura.

“E’ l’ignoto che abbiamo dentro: scrivere vuol dire questo. E’ questo o niente. La scrittura è l’ignoto. Prima di scrivere non si sa niente di ciò che si sta per scrivere.Se si sapesse qualcosa di quello che si scriverà, prima di farlo, prima di scrivere, non si scriverebbe. Sarebbe inutile.”

Scrittori o aspiranti tali, avete qualche “definizione” della scrittura che vi ripetete tipo mantra quando affrontate il vostro lavoro (che, come diceva Truman Capote, è un dono ma è anche una frusta con cui flaggellarsi quotidianamente?).

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3 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di BarbaraGozzi

    BarbaraGozzi

    20 nov 2007 - 14:04 - #1
    0 punti
    Up Down

    Se non ti esplode dentro
    a dispetto di tutto,
    non farlo.
    a meno che non ti venga dritto dal
    cuore e dalla mente e dalla bocca
    e dalle viscere,
    non farlo.
    se devi startene seduto per ore
    a fissare lo schermo del computer
    o curvo sulla
    macchina da scrivere
    alla ricerca delle parole,
    non farlo.
    se lo fai solo per soldi o per
    fama,
    non farlo.
    se lo fai perché vuoi
    delle donne nel letto,
    non farlo.
    se devi startene lì a
    scrivere e riscrivere,
    non farlo.
    se è già una fatica il solo pensiero di farlo,
    non farlo.
    se stai cercando di scrivere come qualcun altro,
    lascia perdere.
    se devi aspettare che ti esca come un
    ruggito,
    allora aspetta pazientemente.
    se non ti esce mai come un ruggito,
    fai qualcos’altro.
    se prima devi leggerlo a tua moglie
    o alla tua ragazza o al tuo ragazzo
    o ai tuoi genitori o comunque a qualcuno,
    non sei pronto.
    non essere come tanti scrittori,
    non essere come tutte quelle migliaia di
    persone che si definiscono scrittori,
    non essere monotono o noioso e pretenzioso, non farti consumare dall’auto-compiacimento.
    le biblioteche del mondo hanno
    sbadigliato
    fino ad addormentarsi
    per tipi come te.
    non aggiungerti a loro.
    non farlo.
    a meno che non ti esca
    dall’anima come un razzo,
    a meno che lo star fermo
    non ti porti alla follia o
    al suicidio o all’omicidio,
    non farlo.
    a meno che il sole dentro di te stia
    bruciandoti le viscere,
    non farlo.
    quando sarà veramente il momento,
    e se sei predestinato,
    si farà da
    sé e continuer�
    finché tu morirai o morirà in
    te.
    non c’è altro modo.
    e non c’è mai stato.

    (Charles Bukowski)

    Mi sembra ci sia tutto, qui dentro. Nelle viscere.

  • Francesco84

    21 nov 2007 - 11:07 - #2
    0 punti
    Up Down

    Secondo me scrivere è un’attitudine, una predisposizione, un orientamento. Un po’ come l’orientamento sessuale o il colore degli occhi o il modo in cui si macchina. E’ qualcosa che non si sceglie. E’ un’esigenza, una forza che si muove. Qualcosa che viene scelto prima.

  • Profilo di Il Branzaus

    Il Branzaus

    25 nov 2007 - 13:39 - #3
    1 punto
    Up Down

    Scrivere è arte, e tutti quelli che vogliono ingabbiare l’arte dentro definizioni monolitiche non hanno capito niente. Vadano a fare i geometri (con rispetto per il mestiere) piuttosto che gli scrittori.

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