Un codice etico internazionale destinato ai bibliotecari

Se i bibliotecari rappresentano una delle categorie lavorative che generalmente sembra applicare delle implicite regole di condotta al proprio lavoro, ciò non toglie che per tale mestiere mancassero, almeno fino a poco tempo fa, delle direttive universalmente condivise. Un vuoto giuridico internazionale davvero incompatibile con la realtà di un mestiere svolto con coscienza, all'interno di indicazioni scritte universalmente valide.

Nonostante fossero più di sessanta le organizzazioni, provenienti da altrettanti paesi sparsi un po' ovunque, ad aver già elaborato codici di etica destinati ai bibliotecari dei singoli stati interessati, un'unica carta di diritti e doveri era ancora "latitante".

Sull'esempio degli archivisti e del personale dei musei, che potevano già far riferimento ad un documento elaborato dalla ACI per i primi e dalla ICOM, per i secondi, ecco che la IFLA (International Federation of Library Associations and Institutions) si è impegnata nella realizzazione di uno scritto destinato a guidare nella stessa maniera anche i professionisti impegnati all'interno delle numerose biblioteche sparse ai quattro angoli del pianeta.

Tra la fine del 2011 e i primi mesi del 2012, una commissione appositamente creata da consulenti ed esperti del settore, è stata incaricata di stilare il protocollo in questione. Cento i membri della IFLA che hanno ricevuto la bozza risultante e apportato le loro correzioni, elaborando una bozza finale poi sottoposta alla giunta direttiva dell'organismo, finalmente approvata all'inizio del mese scorso e ormai disponibile direttamente sul sito della IFLA.

Tra trasparenza, integrità ed estremo rispetto delle informazioni personali degli utenti, ecco un vero e proprio codice deontologico da applicare con consapevolezza ad ogni situazione.

Via | biblioasturias.com
Foto | chiusinews.it


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