Aspettando i barbari, di J. M. Coetzee

Siamo in un luogo di frontiera di cui sappiamo poco, probabilmente il Sudafrica, ci troviamo in un villaggio che sta nel bel mezzo della foresta, ma ben protetto da un’alta recinzione e dalla trasparente amministrazione giudiziaria di un magistrato dell’Impero. Costui è a pochi anni dalla pensione e già da tempo coltiva i suoi hobby con incredibile regolarità: l’archeologia e i classici. Insomma, c’è un certo equilibrio tra ciò che sta dentro e ciò che sta fuori.

L’arrivo del colonnello Joll, fin dal primo rigo, a dir poco, viene a turbare questo equilibrio. Pare, secondo la teoria sua e dell’Impero, che si stiano avvicinando inesorabilmente i barbari e che abbiano tutte le intenzioni di premere lungo le frontiere. Ma la cosa puzza, e non convince il magistrato, il quale conosce a suo modo i barbari, molti di loro vengono accolti come inservienti, alcuni fanno l’elemosina e se si avvicinano non è certo per voglia di conquista. Se si avvicinano è per fame.

La presenza del colonnello Joll e della Terza divisione che lo accompagna, comincia a farsi sentire in ogni aspetto della vita amministrativa del villaggio, all’inizio in maniera subdola ma in un breve torno di tempo si fa sempre più pressante.

Poi succede questo: due barbari vengo presi proprio vicino al confine, vengono catturati, imprigionati e torturati in maniera disumana. Una cosa inaccettabile per il magistrato che ha sempre utilizzato mezzi diversi per amministrare un luogo con equilibri così delicati. Ma quando lo fa notare al colonnello Joll, la storia si ribalta: gli viene tolto l’incarico, e da magistrato dell’Impero si trasforma in perseguitato. Non gli resta che dare anima e corpo per un’impresa giusta. Ma è giusta la causa?

Quando esce Aspettando i barbari (disponibile per i tipi Einaudi), nel 1980, si forma attorno a questo libro una specie di vespaio, si comincia a parlare, e giustamente, di un vero e proprio evento letterario che porta alla ribalta il suo autore: J. M. Coetzee che nel 2003 arriva a vincere il premio nobel per la letteratura.

Un libro denso, che non lascia scampo.

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