La tecnologia di oggi ci aiuta a risolvere i dubbi di ogni giorno con estrema rapidità e facilità: una veloce ricerca su Google o un qualsiasi altro motore online ci toglie d’impaccio nella maggior parte delle circostanze. Nonostante ciò nella testa di molti di noi (o di tutti?) permangono alcune conoscenze errate, che sono ritenute sacre e che devono essere invece riviste.
Il libro dell’ignoranza parla proprio di queste credenze infondate, di queste certezze che, una volta inculcate nella testa della maggior parte delle persone, non vengono mai messe in discussione, e per questo assurgono a un livello di dignità globale tale da essere razionalmente prese per vere. Qual è la materia più diffusa al mondo? Cosa fanno i camaleonti? Chi era il primo Presidente degli Stati Uniti? Di che colore è l’universo? Quale gesto usavano gli imperatori romani per decretare la morte di un gladiatore?
A queste e altre domande danno una risposta i due autori, John Lloyd e John Mitchinson, tra l’altro conduttori di un programma divulgativo della BBC, QI - Quite Interesting (qui il sito della trasmissione, con i libri degli autori e il dvd della serie televisiva). Alla fine il libro risulta come un divertente elenco di panzane a cui siamo quotidianamente abituati che ci faranno sorridere, anche per la soddisfazione di sapere finalmente “la verità”, ma che ci faranno anche riflettere su quante informazioni ingoiamo e digeriamo troppo spesso senza alcun filtro.
L’edizione italiana ora disponibile in libreria è pubblicata da Einaudi (qui la scheda su BOL per acquistare il volume online).
simone piazzesi
02 nov 2007 - 15:19 - #1ricorda molto “tutto quello che sai è falso” edito da nuovimondimedia tempo fa… solo che quelli erano casi di “credenze diffuse” legate più alla società-politica-multinazionali ecc. questo pare più legato alla cosiddetta cultura generale
LordMax
05 nov 2007 - 11:48 - #2Peccato che questo libro parta già da una serie di errori che dimostrano che gli ignoranti sono loro.
Ad esempio il primo presidente degli stati uniti ed il materiale più diffuso sul pianeta sono errori palesi. Il pollice verso è da dimostrare.