Il caso Becky Bloomwood/2

Se vi state chiedendo il senso di questo post, e del post precedente a questo, ve lo spiego io: visto che SPESSISSIMO la scrittura della Kinsella viene criticata da lettori maschi che non si sono mai avvicinati a un suo libro per paura di essere colti da improvviso attacco allergico in pubblico, ho deciso di riportare due "assaggi" di uno dei suoi libri della saga "I love shopping" (questo qui sotto è un incipit), sperando che vi serva, in un senso o nell'altro, per farvi un'idea della sua scrittura. Ps: ovviamente spero nel supporto delle sue fan!

"Okay. Niente panico. Ce la posso fare. E' assolutamente alla mia portata. E' solo questione di spostarsi un po' verso sinistra, sollevare appena, e poi spingere con forza. Insomma, non sarà poi così difficile fare entrare un mobile bar in un taxi no?
Afferro il mio acquisto con decisione, faccio un bel respiro profondo e spingo, ancora una volta senza successo. E' una limpida giornata invernale al Village, una di quelle giornate in cui l'aria sa di dentifricio e ogni respiro ti fa restare senza fiato. La gente se ne va in giro imbacuccata, ma io sto sudando. Sono paonazza e le ciocche di capelli sfuggite dal colbacco nuovo mi cadono sulla fronte e sugli occhi. Avverto su di me gli sguardi divertiti delle persone sedute dietro la vetrata del caffè Jo-Jo, sull'altro lato della strada.
Ma non ho intezione di arrendermi. So che ce la farò"


(I love shopping in bianco, Sophie Kinsella)

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