Inventario della specie opaca di Ivan Fedeli

di Nunzio Festa

La poetica di Ivan Fedeli, con "Inventario della specie opaca", con quest’inventario di versi fatti in delusioni e disincanti, voci e soggetti d’una storia personale che è persino collettiva – oltre che di comunità – raggiunge a questo punto quel traguardo (o quel cominciare) che tante e tanti attendevano dal poeta lombardo. Le terzine e i poemi (intermezzi) contenuti in quest’ultima opera, corposa addirittura, sanno di quel tratto di universalità che in passato si sentiva ma non si leggeva nelle creazioni di Fedeli.
Per esempio, tanto per citare, "Esercizi per la felicità" e/o "Canzoniere imperfetto", dove arriva la quotidianità mischiata ai battiti dell’invenzione, ovvero il tema centrale di Ivan Fedeli, la poesia che sa di poesia sostenuta da ritmi e melodie; infine, da rime, e da rimandi a riferimenti letterari tutti presenti e presenti per tutto. Oggi si torna ad apprezzare, in Fedeli, la capacità di stupire e tenere in piedi con il contributo dell’assonanza e della consonanza, oltre che nuovamente della capacità di trovare quella rima tanto scoppiettante e dolce. E poi l’endecasillabo, ma pure “per dissimularlo frantumandolo”.
L’inventario di vite versificate adesso donato al mondo da I. Fedeli è strutturato in sezioni. Dove il correre, la lettura che non può essere interrotta, si pianta al centro di quelle persone contenute nelle poesie. In versi che tengono voci. Che sono vociare, di vite. Dunque, è da aggiungere, questa è proprio la novità più importante: il dialogo. Nel senso classico, leggero, per giunta moderno del termine.
Nelle poesie l’autore sceglie di ‘immettere’ direttamente virgolette che contengono e propongono sguardi e pensieri di parte dell’umanità incontrata da egli stesso. Ritorna, certamente, l’immagine di quel quotidiano tanto sentito e cantato dal poeta; ma con l’aggiornata sensazione di dover tirare in ballo – in maniera diretta – le donne e gli uomini esemplari (per l’autore ma, forse, non solamente per lui). Nei versi arrivano gesti politici e significati ricordati con nostalgia e distacco, con affetto. Tutti nutriti dalla condizione essenziale d’essere materia fondante la poetica stessa di Fedeli. In un intreccio simbolico e naturale le ricorrenze diventato persino ripetizioni, doveri di memoria e catalogo in versi di sentimenti e possibilità assegnate al passato e smussate verso l’improbabile futuro. Con Inventario della specie opaca, Ivan Fedeli sceglie di diventare poeta eccelso.

Inventario della specie opaca
Ivan Fedeli
LietoColle
pag. 142, euro 13.00

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