Mucho Mojo di Joe R. Lansdale

“Era luglio e faceva caldo e io stavo interrando piantine e l’idea dell’omicidio manco mi passava per l’anticamera del cervello” (incipit "Mucho mojo")

Nella mia ricerca di libri divertenti, non posso non menzionare i "gialli" di Joe R. Lansdale .

Il punto di forza dei libri di Lansdale sta nel rapporto fra i due storici protagonisti delle sue storie: un nero gay, Leonard, quarantenne e abbastanza sfigato, e il suo amico bianco Hap, coetaneo ed eterosessuale.

In "Mucho mojo", ad esempio, i due abbandonano lo spilorcio padrone del roseto dove si spaccano la schiena per andare temporaneamente a ristrutturare la casa lasciata in eredità dallo zio di Leonard, un vecchio scorbutico che dopo aver saputo che Leonard è gay non l’aveva più guardato in faccia.

“Non ricominciare, Hap” - (gli fa il capo del roseto) – e si mise a raccontarmi della sua vecchia mamma in una casa di riposo del Kansas. Doveva mandarle soldi tutti i mesi. Secondo me, aveva sparato alla mamma anni prima e l’aveva sepolta sotto un cespuglio di rose per risparmiare sul fertilizzante”

Per non parlare degli approcci di Hap alla bella avvocato di colore che (almeno in un primo momento) non lo degna di attenzione: “Un sabato pomeriggio, con un caldo da infarto, ero sul tetto a petto nudo, a cuocermi un bel cancro della pelle…ed ecco che arriva Florida Grange…il vento raccolse l’aroma del suo profumo e lo regalò a me. Mi serviva come un pugno sui denti”.

Per il resto, la storia parte dal ritrovamento dello scheletro di un bimbo nella cantina del vecchio zio scorbutico, che a quanto pare aveva anche un vasto archivio di materiale pedo-pornografico. Leonard, ovviamente, non crede al fatto che quel bambino l’abbia ucciso lo zio. E ha ragione (se no che giallo è?).

Vota l'articolo:
Nessun voto. Potresti essere tu il primo!  
  • shares
  • +1
  • Mail
4 commenti Aggiorna
Ordina: