Emily Dickinson, sempre vestita di bianco, autoreclusa volontariamente nella sua luminosa casa con giardino (una volta che provò a uscire, tornata a casa, svenne), aveva come compagno di lunghe solitudini Carlo, un grosso newfoudland nero. Mentre Edith Warthon e il marito Teddy, non potendo avere figli, adottarono una serie di chihuahua. Virginia Woolf dedicò un intero libro, invece, a Flush, il cane cocker spaniel di Elizabeth Barrett Browning. Il preferito di Woolf era invece un irish terrier di nome Shag.
Per chi ama i cagnolini e anche la letteratura, è una vera chicca questo “Shaggy muses”, il saggio di una psicologa californiana appena uscito negli Usa (Ballantyne ed.). Nel volume, come riporta “Panorama”, si viene a sapere ad esempio che nella vita di Emily Bronte, oltre al fido irish terrier Grasper, arrivo un meticcio dal cattivo carattere, Keeper. Che la scrittrice abbia preso ispirazione dal suo temperamento per i personaggi di “Cime tempestose”?
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