Il nuovo libro di Alice Sebold, “La quasi luna” (ed. e/o) non è piaciuto affatto ai critici del New York Times. Il parere è stato:
“Il romanzo è noioso, poco verosimile, e lascia perplessi…Il libro inizia con la descrizione della protagonista, Helen, che uccide la madre, la signora Knightly, con degli asciugamani, e mentre il resto del romanzo presumibilmente ha lo scopo di spiegare perché Helen ha compiuto questa tremenda azione, al contrario il lettore rimane con la sensazione che Helen e sua madre sono semplicemente delle persone non sane di mente…”
E c’è anche un parallelo con l’eroina di “Amabili resti”, “una quattordicenne stuprata e uccisa che guarda la sua vita e la sua famiglia da un punto del paradiso, era una narratrice sensibile e acuta; al contrario Helen risulta solo un “mostro” loquace, che il lettore non riesce a comprendere”.
“Noi non capiamo mai perché lei sognava ad occhi aperti, fin da quando era una ragazza di fare a pezzi sua madre…”. Noi non sapremo mai perché lei vede i capelli di sua madre come un trofeo e se li porta in borsa. E noi non capiremo mai perché fa sesso con il fratello del suo migliore amico dopo aver ucciso sua madre”.
Roberta_thebooksfactory
12 ott 2007 - 09:44 - #1Ieri ho letto anch’io questo articolo, e questa stroncatura mi ha…stroncato! Della Sebold ho letto sia Lucky che Amabili resti ed entrambi i libri mi sono piaciuti così tanto da farmi sobbalzare di gioia al pensiero di questo nuovo romanzo. Se fosse vero quello che sostengono, ovvero che la malattia mentale della protagonista (la pazzia) viene presentata in modo non interessante, e che alla fine del libro non si capiscono ancora le motivazioni profonde del suo gesto, concorderei con la critica..
sara78
12 ott 2007 - 10:04 - #2Anch’io adoro la Sebold, aspettiamo di leggere il libro…anche se mi sembra difficile comunque eguagliare, con una storia del genere, la delicatezza e l’intelligenza della protagonista di “Amabili resti”, perchè Helen è un’assassina, mentre Susie solo una ragazzina innocente uccisa da un pazzo..
DaniB
12 ott 2007 - 10:44 - #3personalmente anche io ho adorato la sebold, in amabili resti moltissimo, in lucky un po’ meno ma non perchè non sia scritto bene, ma perchè l’ho trovato decisamente più crudo.. cmq il nuovo libro lo comprerò sicuramente e se non mi piacerà amen…
perec
18 ott 2007 - 10:37 - #4ho iniziato il libro ieri sera. tanto per cominciare è scritto da dio, e non mi da’ affatto l’idea di essere un plot senza vie d’uscita. non so cosa s’aspettasse il critico del nyt, ma io da un libro mi aspetto ritmo, scrittura, storia. il ritmo e la scrittura ci sono. per la storia, vi saprò dire dopo averlo letto.
cristina cabras
03 dic 2007 - 21:28 - #5io invece avevo letto la recensione di qualcun altro.ero restia comunque dopo “amabili resti” a imbarcarmi in una storia come viene presentata in terza di copertina.
l’ho letto in poche ore invece e ne sono rimasta assolutamente coinvolta.
il signore del nyt nn ha capito niente perchè nn voleva capire niente.
grandissima sebold.
Guido_1959
27 dic 2007 - 00:29 - #6Amabili resti l’avevo letto x curiosità dopo averlo regalato ad un amico. Questo lo leggerò perchè sono curioso di vedere come l’autrice ha rappresentato una situazione in cui io mi sono trovato quella di una madre affetta da demenza senile. alzhaimer e simili che le hanno prima distrutto la personalità poi anche il fisico.
Non credo che possa essere un racconto banale , se qualcosa non si capisce è la realtà di questi fatti che non viene capita da chi ci si trova.