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Digressioni

Pubblicato: 09 nov 2007 da sara

Una cosa che ritengo insopportabile sono le digressioni: ovvero, mi stai raccontando che tu sei un clown disperato perchè la tua ragazza ti ha lasciato e mi stai descrivendo la scena in cui ti lascia? Allora perchè metterti a raccontarmi i riti della comunità cattolica che lei ha iniziato a frequentare prima di prendere la decisione di troncare con te? (indovinate che libro è…)*.

In realtà ci sono anche delle “digressioni” che forse si riescono aa tollerare molto bene, e che fanno l’effetto di un massaggino mentale per allentare la tensione in attesa di scoprire chi abbia ucciso una donna nel suo letto deturpandogli il volto**. L’immagine che mi viene in mente in questo caso è quella di mobili un po’ demodè e un po’ ingombranti che appesantiscono una stanza molto bella, o meglio che rimane nonostante questo MOLTO BELLA.

In teoria dovrebbe essere una caratteristica lontana dagli scrittori del Novecento, eppure ci sono autori che scrivono così, descrivendoti il giardino della casa della vittima per due pagine mentre tu hai solo voglia di sapere che ipotesi stia formulando al riguardo l’ispettore Dagliesh o Cordelia Gray, tanto per riparlare della vecchia P.D.

Una maestra nell’evitare le digressioni inutili secondo me è Agatha Christie. Un autore che VIVE di digressioni, è P.G. Woodhouse, da leggere in pigri giorni di relax, mentre la torta di mele in forno si cuoce a dovere, accompagnandovi con il suo profumo insieme alla musica classica. Infatti l’azione in questo caso, essendo il protagonista un ricco ereditiere che vive di rendita barcamenandosi fra la tagliente ironia del maggiordomo, il vecchio Jeeves, e le beghe del parentume femminile, è ridotta appunto al corto raggio d’azione della sua vita domestica.

*Opinioni di un clown, Henrich Boll
**Il teschio sotto la pelle, P.D.James

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Ire

    Ire

    09 nov 2007 - 11:09 - #1
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    “Poche cose sono così profondamente noiose e inutili come le descrizioni letterarie. Per lo scrittore, è vero, un certo divertimento nasce dalla ricerca delle parole più adatte ed espressive. Trasportato dall’eccitazione della caccia, lui continua ad andare avanti senza il minimo riguardo per il povero lettore che lo segue a fatica attraverso le sue pagine faticose e melmose, come chi è in coda d’una compagnia di cacciatori e perde tutto il divertimento. Tutti gli scrittori sono anche dei lettori - sebbene debba fare qualche eccezione per alcuni colleghi che hanno la specialità degli appunti improvvisati - e quindi sanno quanto siano tristi le descrizioni. Ma questo non impedisce loro di infliggere agli altri ciò che loro stessi hanno sofferto. A dir la verità talvolta penso che qualche autore scrive come scrive per puro desiderio di vendetta.”

    Aldous Huxley, Foglie secche

  • oasi

    09 nov 2007 - 11:28 - #2
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    Su “Opinioni di un clown” di Böll, non sono d’accordo con il vostro appunto. Le digressini, in alcuni casi, sono un vero e proprio stile di scrittura che, quindi, può o meno piacere, può o meno coinvolgere. Böll decide di raccontare la sua vita di un giorno, ma tutta la sua vita.. La degressione in questo caso è essenziale come trama e sviluppo, disogna leggere non in modo lineare, ma quasi in tre dimensioni.. Fra l’altro, è un libro molto bello!

  • Carmelo Scaccia

    09 nov 2007 - 16:28 - #3
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    Mi di spiace di non avere tempo per approfondire la mia opinione, ma a me le digressioni mi piacciono un casino.

    PS: “A me mi” si dice perchè fa figo.

  • ciro pellegrino

    10 nov 2007 - 00:46 - #4
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    ma poi, digressione da cosa?
    Spesso il racconto è proprio quello che qui si definisce digressione mentre l’attualità narrativa non è altro che un ponte per far percepire la dilatazione dei tempi, degli spazi, dei luoghi. Pensavo a “Espiazione” di McEwan, visto che in questo periodo è uscito pure il film.

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