Biblioteche senza frontiere, quando la lettura diventa missione

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Biblioteche senza frontiere

Una volta c’erano i Giochi senza Frontiere, quella manifestazione che ci lasciava incollati per con il naso allo schermo nelle lunghe sere d’estate, e per il ritorno dei quali si è messo in moto in vero e proprio comitato di appassionati, con tanto di petizione da migliaia di firme.

Oggi sono le biblioteche ad aver varcato le frontiere grazie ad un’associazione che abbiamo incrociato appena qualche giorno fa grazie ai Bibliotaptap haitiani. Perché dietro la simpatica iniziativa ci sono proprio i membri di tale ONG impegnata, su numerosi fronti, per la diffusione e la consolidazione della cultura del libro condiviso.

Si tratta di Bibliothèque sans Frontières, una struttura fondata nel non lontano 2007, su iniziativa di Patrick Weil e diventata in breve tempo uno dei principali strumenti per l’esportazione dell’istruzione attraverso il libro non proprietario. Un complesso strumento che può contare su frotte di volontari e su varie filiali, come la belga Bibliothèque sans Frontières Bruxelles, e soprattutto l’Americana Libriries without Borders di New York, particolarmente attiva sul fronte dei progetti scolastici.

Attraverso il finanziamento di forniture e allestimenti, e l’impegno costante di volontari disposti a partire in missioni esplorative o di consolidamento, l’ONG ha già aiutato tre scuole di New Orleans duramente colpite dall’uragano Katrina, la biblioteca pubblica di Kingali in Rwanda e quella dell’Istitut de Gestion de Caraibes di Haiti. Un lungo lavoro animato dal solido spirito di Weil, e riassunto efficacemente nelle sue parole:

Ho più volte avuto modo di constatare il ruolo giocato dai libri e dalle biblioteche nel successo degli studenti provenienti dagli ambienti più poveri. Ci sono così tanti uomini, donne, bambini che, se solo potessero accedere a dei libri, vedrebbero il loro avvenire trasformato. Un libro non si accontenta di trasmettere un sapere, di aprire all’altro, è anche uno strumento essenziale per l’esercizio dello spirito critico e dell’educazione alla democrazia. Il libro è infine, e deve esserlo sempre di più, un motore fondamentale dello sviluppo a lungo termine. Istallato in una biblioteca, passa di mano in mano e di generazione in generazione.

Via | bibliosansfrontieres.org

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